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Quando il boss è donna

Il mondo di Blonde Black Dress di Giulia Susan Gianassi

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Ieri mattina durante il mio programma radiofonico, nella rubrica dedicata ai "Boss"  dove raccontiamo storie di uomini e donne che hanno fatto della loro azienda un successo,  per la prima volta seduta dall'altra parte del vetro c'era una boss donna.

Non la conoscevo personalmente prima di questa mattina anche se avevo sentito parlare molto di lei e della sua azienda, impresa importante del settore tessile pratese. Mi aspettavo di vederla arrivare in studio stretta in un tubino nero, tacco 12 e cellulare impazzito di inviti a cene di gala, call conference con la Nuova Zelanda e contrattazioni commerciali con gli Stati Uniti.

Appena Gaia è arrivata in studio , la prima cosa che ho notato in lei è stata la spontaneità: sorridente, affabile, spiritosa, niente tubino:  maglioncino e jeans. Appena accomodata ci ha raccontato che aveva appena lasciato la bimba di 2 anni e mezzo  al babbo e che aveva parcheggiato lontano facendo un pezzo di strada a piedi. Abbiamo stappato un prosecco ed è iniziata la nostra chiacchierata sull'importanza di una solida famiglia alle spalle, di Jovanotti ( suo amore incontrastato) dei viaggi e ovviamente della sua azienda.

Dopo l'intervista molto interessante e piacevole ho pensato a quanto ancora in noi esiste il pregiudizio della "donna in carriera".
L'immaginario è sempre lo stesso: donne fredde, algide e spregiudicate.
La donna in carriera non si lega sentimentalmente, troppo poco tempo, figuriamoci se mette al mondo dei figli. Vive in un appartamento da sola e la sera prima di andare a dormire legge il Sole 24 ore. La donna in carriera è sempre perfetta, difficilmente commette errori e non chiede mai aiuto perché è consapevole che può bastare a se stessa.
La donna in carriera sa che la mattina dovrà svegliarsi molto presto, che nessuno mai dovrà notare in lei nessun cenno di cedimento emotivo, la working girl dirige, ha in mano il potere in modo dittatoriale e nessuno può pensare di mettersi tra lei e il suo obiettivo.

Quante cazzate.

Oggi ho incontrato una donna che ama il suo lavoro e che ci si dedica con anima e corpo, ma che è anche una mamma e una compagna presente. Dirige ma con generosità, perché ogni persona del suo staff deve sentirsi importante  per il gruppo, si impone e discute ma sempre nel rispetto dei suoi collaboratori cercando sempre di ascoltare anche la loro opinione. Adora viaggiare e si commuove davanti al film "Come Eravamo".

Anche se imprenditrice, dirigente o professionista,  la donna rimane sempre donna, con le sue insicurezze, timori, inconsapevolezze e quei sensi di colpa che la fanno barcamenare tra l'ufficio e la famiglia, tra i clienti da ricevere e una cena a casa da preparare,tra la riunione e la calza smagliata, tra il fatturato e il correre a casa perché i tuoi genitori non stanno bene.

Eccola qui la forza delle donne, un bel respiro e come diceva una che ci aveva visto lungo: Domani è un altro giorno.

 

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