Sicilia, Marco di Stefano: "Siamo tutti diversamente abili, incontriamoci a teatro"

A Vittoria (Rg) l'11 marzo lo spettacolo "L'elogio della differenza"

pubblicato il 23/02/2016 in Costume e società da Valentina Frasca
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Valentina Frasca

Uno spettacolo teatrale trans generazionale in cui passato, presente e aspettative future si fondono, mettendo al centro non solo la diversità dell’arte, ma anche l’arte della diversità, partendo dalla consapevolezza che tutti siamo diversamente abili in qualcosa, ma che ci sono alcune persone che lo sono un po’ di più e che per questo hanno bisogno di una mano per integrarsi nel tessuto sociale. Il Teatro della Comunità è dedicato a loro, e a ciò che hanno da insegnare a noi: la semplicità, la naturalezza, la capacità di ritrovare quel noi stessi che spesso smarriamo.

A portarlo a Vittoria, nel cuore del sud est siciliano, è l’attore Marco Di Stefano che ha illustrato ieri i particolari del suo “teatro fisico”, nel quale “diversamente abili” e “normodotati” si incontrano, e le differenze svaniscono. Al suo fianco, come sempre, la compagna Tanya Khabarova.

Il “Teatro della Comunità” è aperto a tutti, con partecipazione gratuita e con le prove aperte al pubblico e rientra nel progetto “L’elogio della differenza”. Protagonisti e organizzatori sono l’AIFFAS, la cooperativa sociale Nuovi Orizzonti e la giornalista Concita Occhipinti. Tanti gli artisti che hanno già garantito il loro contributo, a cominciare dal sassofonista vittoriese di fama mondiale Francesco Cafiso, la cantante Nadia Marino, il musicista e cantautore Aldo Raffaele. Le prove, iniziate oggi, si terranno ogni giorno sia nei locali dell’AIFFAS che in quelli messi a disposizione dal Comune di Vittoria al Chiostro delle Grazie. Nei giorni precedenti lo spettacolo, si proverà direttamente al teatro comunale Vittoria Colonna dove, l’11 marzo, si andrà in scena.

“Credo in un teatro capace di far riflettere e di attivare quella catarsi che ti spinge a pensare a quello che stai facendo della tua vita e a trovare una grande voglia di ripartire" ha dichiarato Marco Di Stefano, che ha poi spiegato: "Il teatro della comunità è tutto questo: costruire uno spettacolo scritto, diretto ed interpretato dai cittadini. Noi siamo solo gli allenatori, ci mettiamo in ascolto e chissà quale storia verrà fuori. Non arriviamo mai con un copione in mano, la sceneggiatura si scrive giorno per giorno, insieme, anche attraverso la vicinanza alle filosofie orientali, a meditazione, yoga, respirazione diaframmatica e sapiente utilizzo della voce”.

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