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Dalla voglia di reinventarsi alla produzione cinematografica: Stefano Marini racconta a Venezia un percorso fatto di coraggio, contaminazione e nuove prospettive

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La Stefano Marini International Film Production nasce nel 2021 da una scelta precisa: mettersi in gioco, reinventarsi e continuare a guardare avanti senza smettere di cercare nuove strade. Un percorso giovane ma animato da una forte curiosità, con l’obiettivo di avvicinare il cinema indipendente a un pubblico sempre più ampio e di creare nuove occasioni per scoprirlo e apprezzarlo.

Al centro della sua visione c’è anche un profondo legame con il territorio italiano e, in particolare, con la Sardegna, terra in cui Stefano Marini è cresciuto e che rappresenta una parte importante della sua identità. La partecipazione al Gran Galà delle Celebrità durante la Mostra del Cinema di Venezia rappresenta per lui un’occasione di confronto, incontro e apertura verso nuove collaborazioni, con lo sguardo rivolto a un cinema capace di dialogare anche con musica, arte e cultura.

Benvenuto! Com’è nata la tua realtà imprenditoriale e qual è oggi la visione che guida il tuo lavoro? C’è un valore o un elemento che ritieni rappresenti maggiormente ciò che fai e che ti distingue nel tuo settore?

«La Stefano Marini International Film Production è nata nel 2021 dalla voglia di mettermi in gioco in un campo nuovo, di reinventarmi e, soprattutto, di non smettere mai di guardare avanti. È stata una scelta dettata dalla volontà di non accontentarmi, di continuare a cercare nuove strade e nuove possibilità: in qualche modo, è stato un vero e proprio gesto di vitalità.

Oggi il mio lavoro è guidato dalla stessa energia e dalla stessa curiosità che mi hanno spinto a iniziare. La sfida che ci poniamo è quella di avvicinare il cinema indipendente a un pubblico più ampio, anche a persone che normalmente non hanno l’abitudine di guardarlo, rendendolo più accessibile e creando occasioni per scoprirlo e apprezzarlo.

Allo stesso tempo, crediamo molto nell’importanza di investire nel territorio italiano e, in particolare, in quello sardo, che è la terra in cui sono cresciuto e che sento profondamente parte della mia identità. Raccontare, valorizzare e creare opportunità attraverso il cinema significa anche restituire qualcosa ai luoghi che ci hanno formato.»

Guardando ai prossimi anni, quali sono gli obiettivi più importanti che ti sei posto? Ci sono nuovi progetti, investimenti o novità che puoi già anticiparci?

«Siamo ancora all’inizio del nostro percorso, ma proprio per questo abbiamo voglia di sperimentare, esplorare nuove possibilità e continuare a crescere. Nei prossimi anni vogliamo innanzitutto continuare a produrre film, documentari e cortometraggi, costruendo passo dopo passo una realtà produttiva sempre più solida e riconoscibile.

Accanto alla produzione cinematografica, vorremmo sviluppare anche eventi e spazi di incontro capaci di mettere in dialogo il cinema con le altre forme d’arte. Immaginiamo momenti ibridi, in cui il cinema non sia soltanto qualcosa da guardare, ma diventi parte di un’esperienza più ampia, capace di incontrare la musica, l’arte e la cultura.

L’obiettivo è creare connessioni tra realtà, linguaggi e persone diverse, portando il cinema anche fuori dai suoi contesti più tradizionali e creando occasioni di incontro e partecipazione. Crediamo che proprio dalla contaminazione possano nascere nuove idee, nuovi progetti e nuovi modi di vivere il cinema.»

Essere qui, in un contesto internazionale come la Mostra del Cinema di Venezia, significa anche incontrare persone, realtà e mondi diversi. Che cosa ti aspetti da questa esperienza e quali opportunità vorresti riuscire a trasformare in nuovi progetti per il tuo business?

«Essere qui significa prima di tutto avere la possibilità di confrontarsi con persone, professionisti e realtà provenienti da mondi diversi, e credo che questo sia uno degli aspetti più importanti di un’esperienza come Venezia.

Mi aspetto di poter creare nuovi incontri e nuove relazioni, di ascoltare, imparare e capire come altre realtà affrontano il mondo della produzione e della cultura. Per una realtà giovane come la nostra, il confronto è fondamentale per crescere e per aprirsi a nuove prospettive.

Mi piacerebbe che da questi incontri potessero nascere collaborazioni, coproduzioni e nuovi progetti, anche capaci di mettere in relazione realtà italiane e internazionali.

Credo che il vero valore di un’esperienza come questa non sia soltanto essere presenti, ma trasformare gli incontri in qualcosa di concreto, costruendo nel tempo relazioni che possano diventare progetti e nuove opportunità.»

Il cinema, così come l’imprenditoria, nasce spesso da una visione, da un’idea e dalla capacità di trasformarla in una storia. C’è un film, un regista o un personaggio del cinema che ti ha particolarmente ispirato e nel quale ritrovi qualcosa del tuo percorso personale o professionale?

«Sicuramente James Bond. È un personaggio che mi è sempre piaciuto e che associo soprattutto all’idea di avventura, di scoperta e di continuo cambiamento. Mi affascinano i suoi viaggi, i luoghi che attraversa e il fatto che ogni storia lo porti in un mondo diverso.

Penso che sia anche questo uno degli aspetti che amo del cinema: la possibilità di viaggiare, conoscere mondi diversi e trasformare un’idea in un’esperienza da condividere con gli altri.»

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