Ci sono storie che non fanno rumore, ma che sanno farsi sentire. “Fiori dentro l’anima”, nuovo romanzo di Arianna Frappini, è una di queste. Ambientato tra le colline umbre, il libro racconta un amore che nasce in silenzio e cresce come un giardino curato con pazienza, attenzione e ascolto. La protagonista, Ariel, è una donna fuori dal comune: scrittrice e giardiniera ipovedente, ha fatto della sua sensibilità una risorsa. I “giardini sensoriali” che progetta diventano metafora del suo modo di vivere e sentire: spazi in cui ogni pianta ha un odore, una consistenza, una voce. La sua vita cambia quando incontra Gabriele, imprenditore affascinante ma segnato da ferite invisibili. I due si ritrovano, quasi per caso, in un agriturismo immerso nella natura, un luogo dove le difese si abbassano e le emozioni possono finalmente respirare. Tra i due, l’intesa è immediata ma non priva di ostacoli. Frappini racconta il loro avvicinamento con delicatezza e rispetto, evitando cliché e puntando invece sulla complessità dei sentimenti, sul peso delle scelte, sul valore dell’ascolto reciproco. La disabilità di Ariel non è mai ridotta a mero elemento narrativo: è parte integrante della sua identità, vissuta con fierezza e dignità. Lo stile dell’autrice è sobrio e poetico, capace di restituire immagini vivide, profumi, emozioni appena sussurrate ma profondamente vere. Ogni scena sembra accadere tra i colori di un tramonto o nel silenzio di una serra in fiore. “Fiori dentro l’anima” è un romanzo che non rincorre l’effetto, ma coltiva il sentimento. Parla di amore, sì, ma anche di accettazione, rinascita e libertà. È un invito gentile a riscoprire la bellezza nelle imperfezioni, e a riconoscere il valore di chi riesce ad amare con tutti i sensi, persino oltre.

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