320mila errori evitabili all'anno negli ospedali italiani

La regione Lazio si attiva per rendere più sicura la degenza dei pazienti in ospedale

pubblicato il 30/06/2015 in Attualità da Valentina Roselli
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Valentina Roselli
L'ospedale Regina Margherita di Torino

Un paziente su due teme di essere vittima di errori medici. E' quanto emerge dal convegno 'Paziente sicuro in ospedale', organizzato dall'Associazione Salute e Società Onlus e dall'Ospedale San Giovanni Addolorata di Roma con il patrocinio della Regione Lazio.  Su  otto milioni di ricoveri che si verificano ogni anno in Italia si registrano 320.000 errori che si potevano evitare.

Al convegno, era presente una vasta rappresentanza sociale: avvocati, magistrati, direttori sanitari, medici legali e risk manager  cittadini, infermieri, per discutere  proposte capaci di garantire la sicurezza del pazienza durante il suo ricovero in ospedale.
Vengono commessi errori dovuti spesso alla fretta, alla scarsa organizzazione,  negligenza o imperizia da parte del personale sanitario. Negli ultimi 25 anni le denunce a carico dei personale medico ha raggiunto il 300% con 12mila cause pendenti in tutta  Italia per un risarcimento danni superiori a 2,5 miliardi . Sviste che riguardano specialmente i reparti di chirurgia , ortopedia e pronto soccorso.

La Regione Lazio per arginare questa spiacevole situazione e riattivare la fiducia dei cittadini,  ha emanato nuove linee guida per la gestione del rischio clinico in ospedale. Basta seguire alcune semplici regole: scrivere in stampatello sulle cartelle strumenti informatici per la registrazione di terapie ed esami,  obiettivi concreti per i primari e i direttori generali.

Questa  situazione ha indubbie   ripercussioni economiche  e professionali perchè uno dei fattori di maggior preoccupazione per i medici è la  paura di commetere errori, essere denunciati perdere  la propria reputazione  e infine il lavoro. 

Per questo l’obiettivo della Regione Lazio, dove con i suoi ospedali si trova nella fascia di rischio più alta per la complessità delle procedure che vi vengono eseguite, ha deciso di agire , non per colpevolizzare il personale medico ma per svolgere un efficace azione di prevenzione, dal momento che spesso per evitare errori fatali alle volte sono sufficienti piccoli accorgimenti.
Tra le banalità che possono essere letali le infezioni ospedaliere. Infezioni evitabili che invece  contrae il 5% dei pazienti  soprattutto a livello delle vie urinarie o della ferita chirurgica, e si stimano siano circa 450.000 casi ogni anno, fa sapere  Stefano Pompili, Direttore Sanitario dell’Ospedale San Giovanni Addolorata di Roma- "Due su tre sono praticamente inevitabili perché fisiologiche alla  malattia del paziente, ma circa un terzo potrebbe essere evitato: significa che 135.000 infezioni potrebbero essere risparmiate semplicemente migliorando l’organizzazione dei nostri ospedali” conclude Pompili.

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