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Anniversario Dante, celebrazioni in Parlamento

Per il 750° della nascita interventi di Grasso e Benigni

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Ė il sommo vate italico, l’autore del più ampio e importante poema della letteratura italiana. Ė il volto che è stato scelto per la nuova moneta italiana da due euro, coniazione speciale per festeggiare l’Expo. Ė, oltretutto, un concittadino-antenato del premier Renzi.

Parliamo di Dante Alighieri, di cui quest'anno ricorre il 750° anniversario della nascita. Dal Senato della Repubblica è partita il 4 maggio la serie di celebrazioni dedicate   ad uno dei simboli indiscussi della cultura e del genio italiani, e non solo in ambito letterario, oltreché, per certi versi, profeta dell’unità nazionale. A Palazzo Madama ha aperto la giornata, sotto gli occhi del capo dello Stato Sergio Mattarella, il presidente dell’Assemblea, Pietro Grasso, che, nel suo intervento,  ha ricordato tra l’altro come “l’opera e il pensiero di Dante ci servono oggi più che mai per ribadire la volontà di riscatto morale degli italiani attraverso la cultura”. Poi è stato Benigni-show.

L’attore e comico toscano non poteva certo mancare tra gli invitati speciali della sessione celebrativa dantesca, considerato che a Dante, e alla lettura-analisi delle cantiche della sua Commedia, egli deve un’altra importante svolta autorevole della propria carriera di attore. Davanti all’emiciclo di Palazzo Madama l’artista ha recitato il XXXIII canto del Paradiso, quello in cui il poeta, per intercessione della Madonna, riesce a fissare lo sguardo nella luce divina, cioè dove nessun uomo era mai arrivato, né potrà mai arrivare. E così la sua vista riesce a penetrare il segreto dell’unità dell’Universo. Ma anche i misteri della Trinità e dell’Incarnazione.

Benigni ha pure dedicato una riflessione al contesto storico in cui visse e operò il poeta. “Il Medioevo – ha detto  –  fu un periodo straordinario, di grandi innovazioni”; vide nascere la finanza moderna con la “legittimità del profitto”, concetto che è alla base della società laica del nostro tempo. Arguto, com'è nel suo stile, il parallelo tra l'effervescenza politica di Dante e quella di Renzi (buon sangue fiorentino non mente). Nel parterre de rois che ha potuto godersi l'ennesima performance dantesca del Premio Oscar c'era anche il musicista Nicola Piovani, partner di Benigni nell'esaltante avventura di La vita è bella. Ma il maestro non si è limitato a fare da spettatore: è stato, anzi, il suo pianoforte, che accompagnava il soprano Rosa Feola, a caricare l'ambiente, prima dell'arrivo del vulcanico guitto.   

C'erano poi il presidente emerito Giorgio Napolitano, il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, e il presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, card. Gianfranco Ravasi. Accanto a quest'ultimo, almeno in spirito, c'era anche il Santo Padre in persona. Papa Francesco infatti ha indirizzato un messaggio all'aula rendendo il suo personale omaggio al grande celebrando. "Dante è profeta di speranza - scrive il Pontefice -,  dunque diamogli onore e arricchiamoci della sua esperienza ,per attraversare le tante selve oscure ancora disseminate nella nostra terra, e così compiere felicemente il nostro pellegrinaggio nella storia".

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