Fra gli eventi artistici promossi in questo periodo in Toscana, segnaliamo che le scuderie medicee di Poggio a Caiano (Po) ospitano un'importante retrospettiva organizzata dal Museo Soffici e del '900 italiano. L'iniziativa espositiva, promossa a sessant'anni di distanza dalla scomparsa di Ardengo Soffici, e' intitolata "Soffici e alcuni artisti del '900. Figura per figura". In questa importante mostra sono presentate trenta opere realizzate dall'autore, oltre a quaranta dipinti e sculture di alcuni artisti italiani del Secolo Breve : Carena, Carra', Casorati, De Pisis, Manzù, Sironi, solo per citare i più noti. "Abbiamo riunito in questa sede una serie di lavori di Ardengo Soffici che riguardano la figura – ha precisato Luigi Cavallo (Curatore del museo toscano) - figura intesa come approccio all'ideale di continuità fra l'antico e il contemporaneo, attingendo quindi suggerimenti e stimoli dalla tradizione che come sappiamo ebbe nella figura umana il cardine espressivo in cui si manifestavano, nelle varie epoche, i tratti della civiltà . La figura era in sintesi, un tema fisso per un vasto ventaglio di libertà formali: il corpo soprattutto femminile, ma anche maschile era rappresentazione di un teatro civile nel quale convergevano idee filosofiche, estetiche e anche politiche, nel senso che la società culturale procedeva per adattamenti e approfondimenti di quell'umanità che si manifestava nella figura, e questa rispecchiava gli ideali e le metamorfosi delle diverse epoche". Forse non tutti sanno che A. Soffici riteneva che un artista incapace di realizzare compiutamente una figura non potesse raggiungere la piena considerazione nella storia dell'arte, ed e' forse per cio' ch'egli non disdegnava affatto di rappresentare figure umane nelle sue opere. A proposito delle figure artisticamente realizzate da A. Soffici, il Curatore della mostra ha pure dichiarato che "l'espressione della sua poetica attraverso l'apparizione delle figure comportava per lui una sorta di competizione volontaristica. E in questo percorso si potevano perdere certe sue spiccate qualità che ad esempio nel paesaggio sorgevano più fluenti e naturali. In occasione di questa esposizione, abbiamo anche cercato di chiarire quale fosse il linguaggio di Soffici : parlare all'uomo rispecchiando il suo essere solitario e profondo, individuare nella figura le qualità primitive dell'arte che non si esibisce, ma raccoglie dalle esperienze del vero, quel tanto di profondità , di realtà , se non di realismo, in cui non è la bella formazione, la materia splendente che contano, ma la partecipazione al semplice corso dell'esistenza". Nell'ambito della mostra l'opera di Ardengo Soffici e' messa a riscontro di grandi autori del Novecento - ha precisato ancora il Curatore - in una sorta di distante equivalenza in cui i contrafforti creativi vengono posti in parallelo, un dialogo a più voci nel quale i motivi di Ardengo Soffici trovano spesso rintocchi nelle voci di alcuni autorevoli contemporanei italiani.
by CRISTINA FONTANELLI
Giornalista e Fotografa

