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Il Corpo Forestale a Pisa stronca un traffico di cuccioli canini su internet

Gli animali arrivavano dall'Ungheria, denunciata una donna

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Maltrattamento animale, traffico internazionale e falso in atto pubblico: queste le accuse mosse ad una donna dopo l'operazione del CFS, che ha portato alla scoperta del bieco traffico di cuccioli.

Un traffico di cuccioli di cane, provenienti dall'Ungheria e messo in atto attraverso inserzioni pubblicate sul web è stato smascherato dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato.

Ad aver attirato l'attenzione degli  investigatori sono stati i ripetuti annunci su siti specializzati, i quali riconducevano alla stesso numero di telefono, attraverso il quale cuccioli di razza venivano proposti per la vendita a prezzi molto più bassi rispetto alla quotazione regolare degli animali.

Il Nucleo Investigativo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale (NIPAF) di Pisa è poi riuscito a risalire all' identità della venditrice, una donna ungherese da anni residente in Italia, che è stata denunciata alla Procura della Repubblica di Pisa mentre sette  cuccioli  di Chihuahua sono stati posti sotto sequestro e saranno affidati ad una associazione che se ne prenderà cura. Per la donna le ipotesi di reato vanno dal traffico internazionale di cuccioli al maltrattamento, alla detenzione in condizioni non idonee e al falso in atto pubblico.

La donna  proponeva in vendita su internet un numero esiguo di cuccioli -  da cinque a sette per volta - per non dare troppo nell'occhio, quindi terminata la vendita, che avveniva generalmente nell'arco di 45-60 giorni, rinnovava l'annuncio con nuovi esemplari.

Durante le  indagini è emerso che lo scambio avveniva poco oltre il confine con la Slovenia, con viaggi effettuati dalla stessa donna in un'unica giornata: i cuccioli, con  poche settimane di vita e prematuramente staccati dalla madre, venivano sottoposti a viaggi massacranti per raggiungere il confine con l'Italia dove venivano poi scaricati sull'auto della donna e trasportati da essa direttamente fino a Pisa.

Al termine dell'ultimo viaggio, quando il cerchio investigativo si era chiuso intorno alla figura della profittatrice, è scattato il blitz: gli uomini del Nucleo Investigativo e del Comando Stazione del CFS di Pisa hanno aspettato la donna proprio sotto la sua abitazione. 

I sette cuccioli rinvenuti presentavano segni di stress e affaticamento e per uno di loro sono state necessarie cure immediate, perché in condizioni critiche.
Dai controlli veterinari è emerso che l'età dei cuccioli era stata falsificata sui documenti di accompagnamento in quanto sono di età inferiore alle otto settimane di vita mentre la legge prevede, per l'importazione, che i cuccioli siano di almeno tre mesi e venti giorni. 

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