Naufragio nel Canale di Sicilia: si sospettano circa 700 migranti morti

Sono state salvate 28 persone e recuperate 21 salme. Proseguono le operazioni di salvataggio

pubblicato il 19/04/2015 in Attualità da Veronica Murru
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Veronica Murru

Ci sono uomini e donne disposti a perdere la vita per cercare la salvezza in un altro paese. È il caso dei migranti provenienti dalle coste del Nord Africa, spesso a bordo di imbarcazioni fatiscenti e clandestine.

La scorsa notte è accaduto l'ennesimo naufragio nel Canale di Sicilia, quando un barcone di circa 700 uomini si è capovolto a 60 miglia dalle coste Nord della Libia. I passeggeri dell'imbarcazione avevano lanciato un s.o.s per problemi di navigazione, così un mercantile era stato dirottato nella loro zona per prestargli aiuto. Quando ormai era nelle vicinanze, il barcone però si è capovolto facendo finire i migranti in acqua. Si ipotizza che sia accaduto perché i passeggeri, vedendo i soccorsi giungere da loro, si sono agitati e hanno sbilanciato il peso da una sola parte.

Sono state salvate 28 persone e recuperati 21 cadaveri. Le operazioni di salvataggio sono ancora in corso e sono coordinate dalla Guardia Costiera, con la partecipazione anche delle unità navali ed aeree della Marina Militare e della Guardia di Finanza. Si teme che il numero di morti sia molto alto, intorno alle 700 vittime, che significa la quasi totalità dei passeggeri.

È una delle tante stragi che accadono durante l'attraversamento dei migranti verso una nuova realtà. Aldilà delle diverse scuole di pensiero nei confronti del tema immigrazione, l'agghiacciante verità è che il mare si sta trasformando in un cimitero di centinaia di persone, le quali cercando la libertà incontrano invece la morte.

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