Dopo i manicomi, da domani chiudono per sempre anche gli ospedali psichiatrici giudiziari. L'ex presidente della repubblica Giorgio Napolitano, tra i principali sostenitori della legge che dal primo aprile decreta la chiusura di tutti gli ospedali psichiatrici, li aveva definiti "un autentico orrore indegno di un Paese civile".
Sei strutture dislocate tra Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Campania e Sicilia, che ospitano in tutto 704 persone che ora dovranno essere ricollocate nei Rems (Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza detentive) di cui tutte le regioni dovrebbero essersi dotate.
La realtà , però, è ben diversa: queste nuove strutture, diverse dalle vere e proprie case circondariali, ancora non esistono ovunque, fatta eccazione per Castiglione delle Stiviere dove il manicomio giudiziario, in provincia di Mantova, resterà attivo in quanto già pronto a convertirsi in Rems. Le altre 5 sedi, invece, domani chiuderanno per sempre i battenti e gli ospiti saranno destinati alle regioni di appartenenza.
Questa situazione spaventa inevitabilmente sia i medici che i magistrati in quanto molti internati sono pericolosi: il "cannibale" di Pineto che 4 anni fa tentò di uccidere una donna perché voleva cibarsene, recluso nell'ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa. Un altro caso è quello di una badante ucraina di 33 anni che uccise con 10 coltellate l'ottantottenne che accudiva perché spinta dai vampiri. Senza contare i 130 stranieri che non hanno nemmeno una famiglia a cui rivolgersi.
La situazione è chiaramente preoccupante: se gli internati degli ospedali psichiatrici giudiziari non avranno una struttura a cui rivolgersi alcuni saranno presi in custodia nelle case circondariali, altri, nonostante la pericolosità dei soggetti in questione da non sottovalutare, verranno inevitabilmente lasciati a piede libero.

