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Battisti, arresto in Brasile

Carcere per il latitante fino a che non saranno decise le modalità di espulsione

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Cesare Battisti è stato arrestato dalla Polizia Federale brasiliana e tradotto in carcere, dove rimarrà fino a che le Autorità sudamericane non decideranno termini e luoghi per la sua espulsione, già precedentemente annunciata qualche tempo fa.


Si spalancano le porte del carcere per Cesare Battisti, il ricercato latitante appartenente al gruppo terrorista PAC (Proletari Armati per il Comunismo) che da 11 anni si era rifugiato in Brasile, dopo essere fuggito dalla Francia e dall'Italia inseguito da mandati di cattura in entrambi i paesi.

La notizia, riportata dal giornale Folha De S. Paulo, ha annunciato il suo fermo e traduzione in carcere, fino al momento della sua espulsione, che potrebbe avvenire, stando alle informazioni del giornale sudamericano, anche a fine mese, mentre i legali del ricercato hanno già annunciato di lavorare alla sua difesa.

Battisti aveva ottenuto lo status di rifugiato politico nel 2010 dall'allora Presidente Lula, proprio nell'ultimo giorno del suo mandato.

Un bonus politico che però adesso è stato messo in discussione dai pubblici ministeri, dato che il terrorista entrò in Brasile con pendenze penali estere e quindi non poteva ottenere diritto di rimanere nel paese.

Adesso vengono vagliate dalle Autorità di San Paolo le modalità di espulsione, che prevederebbero la sua uscita verso il Messico, da dove è entrato clandestinamente nel 2004, la Francia, quest'ultima vista come meta accreditata dato che è l'ultimo paese dove è stato condannato e dove abitava prima della trasferta messicana, o l'Italia, dove è già stato condannato al carcere a vita per i reati – tra cui omicidi – durante il suo periodo terrorista.

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