Ancora troppe molestie colpiscono le donne in rete

McAfee ricorda quali sono i crimini contro le donne in internet

pubblicato il 07/03/2015 in Attualità da Valentina Roselli
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Valentina Roselli

Nel blog di McAfee l’industria informatica che si occupa di sicurezza, produttrice  uno dei più potenti antivirus,  viene rivelato quali sono le principali minacce che incombono sulle donne navigatrici. Classica quella via email: facile per chi la commette perché difficile per chi la subisce risalire al mittente. La molestia più pericolosa secondo McAfee è quella condotta da uno stalker. Praticamente si comporta come uno stalker che opera a livello reale: segue le attività della vittima in rete, spia i suoi  account di posta elettronica e dei social network, lascia massaggi osceni in bacheca, ed entra nelle chat frequentate dalla sua vittima. Come negli altri casi si tratta di ex di ogni genere, che siano mariti, fidanzati o amanti occasionali. In altri casi sono persone ossessionate da altre: colleghi invidiosi, vicini arrabbiati.

Andando avanti arriviamo poi alla categoria più pericolosa: 'predatori' o pedofili che puntano alle giovanissime. Una 'caccia' che non è poi così difficile perché sono proprio le giovanissime le più ingenue , spigliate e fiduciose della rete. Ai predatori dedica un intero paragrafo McAfee. Molte foto della ragazzine postate per attirare una sana attenzione dei ragazzi della loro età,  finiscono invece tra le mani di pedofili che si fingono loro cotanei per poterle contattare in   chat e arrivare infine ad un  appuntamento.

Altro crimine spesso perpetrato contro le donne è quello della diffamazione, che  su internet trova il suo ambiente ideale data la rapidità con cui si diffondono le notizie. Di solito, ricorda McAfee, questo genere di molestia avviene via email, che viene spedita a più destinatari che si conoscono e conoscono la vittima e che contiene insulti e illazioni contro di lei. Infine, c'è il fenomeno della sofisticazione delle immagini o fotomontaggio, dove si prende il volto della vittima e lo si incolla su un corpo intento a pose oscene per poi diffonderlo sui social. Un modo spesso usato dagli adolescenti ma che resta comunque una forma di violenza.

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