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Immigrazione clandestina : grande rischio per la salute

Allarme Oms: tornano malattie contagiose e pericolose

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La denuncia arriva dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e non vuole essere discriminatoria o allarmistica ma solo ingenerare consapevolezza su un problema che ci riguarda da vicino, porre in atto l'accoglienza si ma con le giuste misure. Il problema si è acuito negli ultimi mesi.  Malattie come meningite, epatite A, tifo, tubercolosi , le malattie a trasmissione sessuale sono tornate tra di noi con l’aumento dei flussi migratori nel nostro paese. Gli immigrati regolari secondo i dati Istat sono 4.800.000, specialmente quelli di seconda generazione hanno assunto il nostro stile di vita e presentano le nostre stesse cattive abitudini egli stessi sintomi delle nostre malattie: fumano come gli italiani (23,2%) e sono in sovrappeso come gli italiani, soffrono di colesterolo e diabete , le malattie del benessere. La differenza è che solo 1 su 2 va dal medico in caso di problemi.

Quando chiediamo agli immigrati regolari di prima generazione informazioni sul loro stato di salute sono molto ottimisti anche se la loro buona percezione sulla propria salute non sempre corrisponde alla realtà. Quelli che stanno meglio i cinesi e i filippini (90,2% ), seguiti dagli indiani (88,8%, dagli ucraini (85,8%) e dai marocchini (85,2%). Ma va registrato che il 13,8% dichiara difficoltà a capire cosa dice il medico e il 15% a spiegare al medico i sintomi di ciò che sente.

Ma la vera bomba sanitaria sono gli immigrati clandestini. Pericolosi gli immigrati proveniente da Senegal, Costa d’Avorio, Etiopia e Somalia, dove gira meningite da meningococco A,Y e W135, contro i quali esiste un vaccino della sola durata di 3 anni. Questi portano il rischio di malattie come l’epatite A e la febbre tifoide, trasmesse per via alimentare data la presenza di immigrati nelle cucine dei ristoranti italiani, e abbiamo il rischio di tubercolosi. il rischio più diffuso è quello della trasmissione di malattie sessuali a causa della prostituzione praticata dalle donne immigrate. I dati raccolti dall’Istituto Superiore di Sanità nel Progetto Migrazione e salute, parlano chiaro dal 1990 al 208 questo tipo di malattie è passato dal 10% al 35% della popolazione migrante e per gonorrea e sifilide i contagiati sono il doppio degli italiani.

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