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Roma, chi paga i danni degli olandesi?

All'indomani della devastazione il rimbalzo delle responsabilità tra Olanda e Italia

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L'Olanda non pagherà i danni, me lo ha confermato l'ambasciatore olandese in quanto non si sentono responsabili dei danni provocati alla fontana del Bernini”. Così il sindaco di Roma Ignazio Marino ha affermato questa mattina mentre stava effettuando un sopralluogo in piazza di Spagna, ieri pomeriggio teatro delle violenze e danneggiamenti da parte di un folto gruppo di tifosi olandesi della Feyenoord.

Il portavoce dell'ambasciata olandese Aart Hering ha prontamente risposto alle accuse di Marino dichiarando cbe “sia prematuro affermare che l'Olanda non vuole pagare i danni, ma che certo questi si debbano quantificare e individuare i colpevoli”. Parole che vanno a stigmatizzare l'accaduto, come nelle intenzioni della società calcistica Feyenoord, che ha dichiarato per bocca del suo general manager “disgusto e vergogna per ciò che è accaduto nel centro di Roma e di prendere le distanze dai gravi fatti ma che si tratta di problemi che i club calcistici non possono risolvere”. Dopo il passaggio di “questi barbari” - come li ha definiti Marino – di cui a 6 è stato convalidato l'arresto, dopo i fermi effettuati ieri, e sono detenuti nel carcere di Regina Coeli le dichiarazioni sembrano quasi d'obbligo, anche fuori luogo e sprezzanti come quelle del presidente dell'associazione tifosi Feynenoord, Rob Smith, che ha dichiarato al giornale olandese “Der Telegraaf” : "Posso capire che gli italiani siano irritati quando i tifosi del Feyenoord urinano sui monumenti, ma e' anche vero che Roma e' tutta un monumento"

Mentre i sopralluoghi alla fontana della Barcaccia, tra un “selfie” e l'altro (anche il cantante Gianni Morandi è arrivato per uno scatto al volo ),  evidenziano danni estesi a tutto il travertino, a causa delle bottiglie lanciategli contro, e la Confcommercio Roma stima in tre milioni di euro tra vandalismi e chiusure forzate il danno ai negozi coinvolti. L'l'ira del sindaco Marino è altissima, non solo verso l'Olanda ma anche nei confronti di questore e prefetto di Roma, rei di non essere stati all'altezza della situazione.Secca la risposta da parte del questore Nicolo D'Angelo : “Meglio disordini che morti. Avevamo 1800 uomini schierati di cui 600 solo nel centro storico, quindi non abbiamo affatto sottovalutato la situazione. All'ora dei disordini tanta gente innocente era presente e tra l'altro è il momento in cui escono i bambini dagli asili. E io morti non ne faccio”.

I 20 metri cubi di spazzatura rimossi tra ieri e oggi da piazza di Spagna testimoniano non solo l'inciviltà dei molti tifosi olandesi responsabili ma anche quanto siamo ancora lontani da una “società europea” e di quanto le misure messe in atto per alcuni eventi siano da rivedere. L'Italia può contare su un inestimabile patrimonio artistico e non si può metterlo a rischio né in nome di uno sport né per qualsiasi altro genere di manifestazione pubblica che degenera.

 

Foto per cortesia di Leonardo Carafa

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