Storie di donne : Daniela Corsini

Daniela Corsini la morte l'ha resa bella

pubblicato il 18/02/2015 in Attualità da Valentina Roselli
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Valentina Roselli

Daniela è un’amica, quelle hai a venti anni quando la permeabilità con la vita degli altri è massima e il bello è che lei è ancora così, nonostante il dolore le sia passato addosso senza sconti. E’ un’artista, l’inventrice del filtrismo una nuova corrente fotografica- pittorica nata a Firenze nei primi anni duemila. Ma soprattuto Daniela è l’esempio di come le donne grazie alla loro sensibilità riescono a sublimare il dolore. Daniela era sposata con Marco. Erano una coppia di quelle che fanno credere nell’amore eterno. Insieme fin da quando lei aveva 17 anni il suo primo e unico uomo. Avevano lavorato insieme, affrontato l’avventura del volontariato insieme, momenti belli e quelli tristi, i figli non erano arrivati ma era un amore che bastava a se stesso senza mancanze. Daniela mi ha parlato anche di una crisi affrontata e superata tanto da renderli ancora più uniti nel loro amore e nella passione comune: la motocicletta. Arriva poi quel giorno: quel sabato 28 ottobre 2012. Quella incredibile notte, un sabato come tanti. E’ sera entrano nel letto, Marco le dice di svegliarlo se nel russare le da troppo fastidio lei gli risponde che lo farà sicuramente. Dopo il primo sonno si sveglia e si accorge che qualcosa non va Marco è a bocca aperta , non russa , rantola e poi il silenzio. Daniela lo scuote, cerca di rianimarlo, urla strilla lo percuote e poi si accorge che è morto. Marco a 56 anni è morto per un infarto. E’ andato a letto una sera e non si è risvegliato. La morte che tutti sognano, ma per chi la vive di riflesso è dolorosa e sorprendente come un’ascia sulla testa. Daniela mi racconta di come ha vegliato Marco incredula , di come ha atteso l’arrivo del medico stranita, di come quest’ultimo voleva farla uscire da quella camera cosa che lei non ha fatto. Si è sdraiata accanto al marito insieme al loro gatto e ha atteso le nove di mattina per avvisare parenti e amici. Chiaro che dopo m ha vissuto per abitudine, attonita e distrutta. Ma due cose l’hanno salvata dal rischio di sopravvivere piuttosto che vivere: la sua pittura e la sua moto. Dopo quattro mesi da quel terribile 28 ottobre, la direttrice dell’istituto di cultura Italiana a Bruxelles la contatta. Le offre la possibilità di esporre i suoi quadri. Daniela accetta capisce che è un aiuto dal cielo. I suoi quadri adesso sono diversi, lei è diversa non sa ancora chi è diventata e forse ancora tanta sofferenza non le ha dato una forma ma sa che non è più la stessa persona. Un’altra cosa le viene in soccorso. Amici motociclisti la invitano ad unirsi al loro gruppo, il Moto Club Guzzi Empoli . Quando marco era con lei non si erano mai aggregati, ma adesso è arrivato il momento . Inizia le scorribande con la sua Guzzi Nevada e i suoi nuovi amici che le stano vicino con discrezione a affetto e la vita lentamente riprende. Non solo riprende ma inizia con nuovi colori, nuovi quadri e nuove mostre in Italia e all’estero. Confessa sicura “ Si,  lo rivorrei mio marito non sai cosa darei per riaverlo ma non vorrei perdere la donna che ho trovato grazie alla sua morte. “ la guardo stupita “vedi" mi spiega paziente “sono entrata in un frullatore, nella centrifuga di una lavatrice quel 28 ottobre 2012 ma quello che ne è uscito mi piace e non voglio perderlo. “ la morte ti ha fatto bella?" Le chiedo incredubla “proprio così . Adesso so chi sono diventata e non voglio tornare indietro”.

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