Arresto plurimo per traffico illecito di rifiuti

Associazioni a delinquere e illeciti ambientali: clan Cozzolino.

pubblicato il 16/01/2015 in Attualità da Veronica Murru
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Veronica Murru

Si contano 14 arresti, tra Roma, Napoli, Salerno, per traffico illecito di rifiuti speciali e violazione di norme sulla tutela ambientale. A capo dell'attività criminosa ci sarebbero Pietro Cozzolino  e suo figlio latitante, Aniello, boss del clan omonimo nella provincia di Napoli.

Raccoglievano i vestiti dai cassonetti gialli destinati ai poveri oppure allo smaltimento, poi li rivendevano, senza igienizzarli, in Africa e in alcuni paesi dell'Europa. Tutto questo accadeva a Napoli e provincia, ma anche a Roma, Salerno, Novara, Pavia, Macerata e Frosinone. Grazie a degli accordi tra i camorristi e delle finte onlus, si stipulavano convenzioni di igiene urbana che garantivano l'autorizzazione a raccogliere i rifiuti. Le operazioni di polizia di Stato e provinciale, coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Roma, hanno smascherato questa grande truffa. Sono finiti in manette 14 persone, colpevoli di associazione a delinquere e violazione di norme ambientali. L'attività illecita sarebbe opera del clan della provincia di Napoli, delle zone di Portici-Ercolano. A capo di tale associazione, Pietro Cozzolino e suo figlio Aniello, latitante dal 2008, entrambi già condannati per traffico di stupefacenti a livello internazionale. Intanto proseguono le indagini sul caso.

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