Segoni: “Sospendere le grandi opere e investire sul dissesto idrogeologico”

L'intervento del deputato M5s “per subordinare la pianificazione territoriale a seria valutazione dello stato suolo”

pubblicato il 10/01/2015 in Attualità da Daniele Del Casino
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Daniele Del Casino
Samuele Segoni

Il rischio idrogeologico, piaga che investe quasi tutto il territorio nazionale è al centro dell'intervento e della risoluzione presentata dal Movimento 5 stelle contro uno degli ultimi decreti governativi: “L’Italia crolla sotto i nostri piedi ma il Governo continua a finanziare nuove strade e grandi opere, come dimostra ancora una volta il decreto “Milleproroghe” con cui il Ministro Lupi, invece di destinare fondi al dissesto idrogeologico lascia più tempo alle aziende per usufruire di soldi pubblici per avviare quelle grandi opere che il decreto “Sblocca Italia” considerava urgenti e indifferibili e che, secondo le regole, avrebbero dovuto essere revocati se non avviati entro il 31 dicembre 2014.  Tutto ciò avviene ancora una volta nonostante  l’Italia viva una guerra “silenziosa”  che dal 1979 al 2002 ha visto ben 30.786 morti, 206 dispersi e 4631 feriti per frane e inondazioni”. Lo dichiara Samuele Segoni, geologo e deputato del Movimento 5 Stelle, che nei giorni scorsi ha presentato una proposta di risoluzione in Commissione Ambiente (n. 7/00556) che tra le altre cose impegna il Governo a subordinare le scelte politiche e la pianificazione territoriale alle conoscenze tecnico-scientifiche delle condizioni idrogeologiche del suolo. 
 “La vicenda del viadotto siciliano crollato – commenta ancora il deputato- è un segno che non possiamo più andare avanti in questa direzione: abbiamo bisogno di concentrare le poche risorse disponibili sulla cura del territorio. Tra le gli impegni inseriti nel testo della risoluzione sono presenti anche azioni che tendano a superare alcune criticità che caratterizzano la pubblica amministrazione, tra cui la sovrapposizione di competenze tra enti, la mancanza di personale altamente specializzato in grado di riconoscere le dinamiche idro-geo-morfologiche e di prevedere l'evoluzione dei processi, l'assenza di strutture in grado di occuparsi di geologia di base e geologia applicata in maniera omogenea e continua su tutto il territorio nazionale. “Il drammatico problema del rischio sismico e idrogeologico nel nostro paese è di rilevanza prioritaria considerando che oltre 5 milioni di cittadini si trovano ogni giorno in zone esposte al pericolo di frane o di alluvioni e che l'81,9 per cento dei comuni italiani è localizzato in aree ad alta criticità idrogeologica”. “Contro la "guerra del dissesto idrogeologico" la proposta "in tempo di pace" di una strategia della buona pianificazione e della diffusione della cultura del rischio. E’ necessario – continua Segoni - sviluppare maggiormente la capacità di prevedere le emergenze e fare in modo che gli amministratori e la cittadinanza siano in grado di attivarsi prontamente per rispondere e mettere in atto tutte le contromisure necessarie per contenere il consumo di suolo, per contrastare l'impermeabilizzazione dello stesso (che favorisce la formazione di alluvioni lampo e di ondate di piana concentrate) e per favorire lo sviluppo di un tessuto urbano e produttivo resiliente, ovvero capace di assorbire meno traumaticamente possibile gli eventi estremi e le dinamiche naturali dei versanti e del reticolo idrografico”.

Segue link per il testo della risoluzione

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