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Storie di donne Francesca Arsì

Francesca, genovese e artista per nascita la sua missione è essere madonnara

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Ho iniziato a dipingere 10 anni fa, con olio, su tela, con acquarelli sugli affreschi e con acrilici per murales. Non sono mai riuscita a vivere economicamente con la pittura nonostante la praticassi quotidianamente, con tutto il cuore.
Ho esplorato diverse dimensioni rappresentative: Figurativi, Astratti, Cementi e Composizioni, estrapolando spiritualità' nei cromatismi e nell'intenzione pittorica.
Per poter comprare tele, colori, laboratori ho fatto molti lavori, che ahimè' hanno tolto molto tempo e energia alla mia vera passione, e missione in questa vita: DIPINGERE.Poi un viaggio, e ancora un altro finche', in un posto nel quale successivamente ho vissuto un anno, Firenze, ho incontrato il primo Madonnaro.Non mi era mai passato per la mente di iniziar a dipingere per strada, per terra, con i gessetti Ho incontrato ed abbracciato il vero significato dell'Arte: un dipinto magico nel suo divenire. Un concerto irripetibile. Armonia che si crea e si condivide in un dialogo tra artista e spettatore, unico e diretto, che dura un giorno, un ora, che canta l'inno all'impertinenza e all'importanza del Presente.      Da quel momento in poi ho iniziato a operare a Firenze, successivamente Siena, poi una lunga tournée' cromatica da Finale Ligure fino a Santa Maria Di Leuca, dipingendo in tante citta', compresa San Giovanni Rotondo, per omaggiare Padre Pio e tutte le meravigliose persone che si raccolgono intorno al fascino del vero significato del viaggio: viaggiare.Successivamente ho iniziato a partecipare a dei festival e inserirmi nel contesto della street art, il primo a Tolone, in Francia, sono stata invitata in due eventi in Olanda e a Mantova ho partecipato al raduno dei madonnari dove ho vinto il premio Rotary, omaggiando Madre Teresa con un dipinto new-divisionista.

Fare la Madonnara non e' un lavoro facile; premetto che vivo esclusivamente di questo, ovvero libere offerte elargite dalle persone che credono in questo e partecipano al concerto dell'effimero sostenendolo molte volte anche con il cuore. Si pratica un lavoro fisicamente e a volte climaticamente, molto duro, non c'e' la certezza di guadagnare ma quella di creare di fronte al cielo e a Dio non mancherà' mai.
 

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