Ebola, primo vero caso in Italia?

Ricoverato allo “Spallanzani” di Roma medico italiano infetto

pubblicato il 26/11/2014 in Attualità da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Un medico italiano di Emergency è tra i contagiati di ebola

E ora che, nel nostro Paese, da lunedì 24 novembre, la psicosi da ebola potrebbe essere giustificata, alla luce di un caso che non sembra ammettere minimizzazioni? Esattamente come nei “non-casi” precedenti, il ministro Lorenzin non può che tornare ad indossare i panni del pompiere. Assumendo, se possibile, toni ancora più rasserenanti: “Il paziente sta bene, si alimenta da sé, e non manifesta sintomi di rilievo”. Il paziente in questione è un medico italiano di Emergency che dal 18 ottobre fino alla penultima settimana di novembre aveva lavorato in Sierra Leone, a Lakka, a stretto contatto con i malati del terribile virus. Risultato positivo al virus dell’ebola pur rimanendo asintomatico, è stato fatto rientrare d’urgenza in Italia il 24 novembre con un Boeing 767 e, ventiquattr’ore dopo, è stato ricoverato allo “Spallanzani” di Roma. Per lui è stato predisposto un “corridoio di sicurezza”, ha dichiarato sempre il ministro, e allo “Spallanzani” ha trovato ad attenderlo un regime terapeutico specifico basato su un farmaco x, “non registrato in Italia ma autorizzato con apposita ordinanza dall’Agenzia italiana del farmaco”, ha precisato il dottor Nicastri, infettivo logo della struttura, che ha anche ammesso che, all’arrivo in ospedale, il paziente-medico effettivamente accusava “febbre e brividi”: le sue condizioni, comunque, come ha confermato anche il ministro, sono migliorate nel giro di poche ore. Parrebbe, insomma, che  la situazione sia seria (o che cominci ad esserlo), ma, nonostante tutto, non sia grave (o non lo sia ancora così tanto). Come detto, la Lorenzin ha il dovere dell’ottimismo: “Tutto è sotto controllo, il livello di allarme sul virus non è destinato a salire”. Oltretutto, prosegue il ministro, la parte più difficile è dietro le spalle, cioè l’evacuazione del “nostro” malato dall’Africa: operazione felicemente riuscita, in linea con le evacuazioni a cui in precedenza erano stati costretti altri nove Paesi europei.  

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