Disabilità e sesso, la petizione on line

Già cinquemila adesioni per la proposta sulla sesso-terapia lanciata da Max Ulivieri

pubblicato il 12/06/2013 in Attualità da redazione
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La sesso-terapia per i disabili rompe i tabu' anche nel nostro paese. La petizione on line per istituire la figura dell'assistente sessuale, lanciata da Max Ulivieri, web designer con una grave disabilita', ha raccolto in pochi mesi circa 5.000 adesioni. Un successo che, come precisa Ulivieri, "e' solo un primo passo''. Ora -aggiunge- puntiamo a una normativa ah hoc
in grado di venire incontro alle esigenze dei disabili anche dal punto di vista della sessualita'". A rispondere all'appello in Rete (firmiamo.it/assistenzasessuale) sono state in maggioranza persone comuni, senza alcun handicap.

  In Italia non e' previsto niente del genere: l'assistenza sessuale e' paragonata all'acquisto di prestazione sessuali, dunque e' illegale. In alcuni Paesi europei, pero', la figura dell'assistente sessuale gia' esiste. "In Svizzera, Danimarca, Olanda, Svezia e Germania - spiega Ulivieri all'Adnkronos Salute - ci sono associazioni che si occupano di questo tipo di assistenza. Addirittura in Olanda il servizio e' a carico del servizio sanitario".

      Niente a che fare con la prostituzione. "L'assistenza sessuale a persone con disabilita' e' praticata - precisa - da operatori volontari che hanno seguito dei corsi in ambito medico, sessuologico, etico e psicologico e che hanno sviluppato una grande sensibilita' verso gli altri e un'apertura nei confronti della sessualita'. Una terapia vera e propria rivolta al benessere psicofisico di persone che, per un motivo o per l'altro, si trovano a non essere autonome nell'espressione dei propri bisogni di tipo sessuale e, in senso lato, erotico-affettivi. Persone che possono riscoprire il proprio corpo come fonte di  piacere e non solo di sofferenza e di disagi quotidiani, attraverso il contatto, le carezze, il massaggio, gli abbracci, i giochi erotici o anche semplicemente la presenza, l'affetto e l'umanita'"

Si tratta di un'assistenza altamente specializzata, che con la prostituzione non c'entra nulla. Due requisiti sembrano pero' fondamentali: "L'assistente, oltre ad avere uno spiccato senso dell'altruismo, deve certamente avere una grande apertura mentale. Va detto - precisa Ulivieri - che l'assistenza  sessuale non prevede rapporti completi".

      Naturalmente la questione e' delicata. Innanzitutto va chiarito bene a chi e' rivolta questo tipo di assistenza. "In linea di massima - spiega Ulivieri - dovrebbe riguardare determinate forme di disabilita' fisica che limitano o rendono impossibile l'uso delle mani per prendersi cura del proprio corpo e rendono difficoltosa o proibitiva l'interazione fisica e sessuale con qualsiasi tipo di partner consenziente, sia disabile che normodotato". Questo in linea di massima, appunto, perche' "la situazione varia caso per caso - precisa Ulivieri - Io ad esempio, pur soffrendo di una grave disabilita' non ne avrei bisogno, visto che vivo con la mia compagna da anni. Magari un'altra persona, con un handicap piu' lieve del mio, potrebbe pero' avere piu' difficolta' ad accettare il proprio corpo e quindi piu' problemi nelle relazioni affettive".

      L'apertura all'assistenza sessuale e' certamente una battaglia lunga e difficile che lo stesso Ulivieri definisce "una sfida quasi impossibile, per cui pero' vale la pena di lottare. D'altronde - aggiunge - si ritiene che un disabile o una disabile non solo non possano generare attrazione ma anche, chissa' perche', non possano averne". Per Ulivieri, quindi, la battaglia e' sacrosanta: "La sessualita' - afferma - non e' un optional, ma una necessita' vitale. L'assistenza tradizionale mira a soddisfare tutte le esigenze della persona disabile, tranne questa: esiste la fisioterapia, il sostegno psicologico, la cura della persona, ma l'aspetto sessuale e' dimenticato o semplicemente omesso. L'assistenza sessuale - sottolinea con forza - e' una scelta. E in un Paese democratico si deve poter scegliere".

La "forte determinazione" di Ulivieri e di tutti quelli che appoggiano l'iniziativa deve pero' fare i conti con la realta'. Il problema piu' grosso sembra essere l'associazione che si fa tra assistenza sessuale e prostituzione. "In Italia - spiega Ulivieri - la prostituzione e' illegale. Anzi, per essere piu' precisi, il favoreggiamento alla prostituzione e' fuorilegge. Ecco perche' c'e' assoluto bisogno di istituire con regole certe questo tipo di assistenza".

      Dopo la petizione online, che pero' non ha nulla di ufficiale, il prossimo passo sara' l'istituzione di un comitato per la raccolta ufficiale delle firme, da consegnare alle istituzioni. "I primi referenti - afferma Ulivieri - potrebbero essere le Regioni". L'iniziativa promette bene. Prima ancora di partire, ha gia' raccolto numerose adesioni di personaggi famosi che metteranno la faccia per promuovere la campagna. "Al momento - conclude Ulivieri - possiamo gia' contare su un'attrice, due scrittori e quattro noti conduttori tv".

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