Che cosa si compra, oggi, avendo in tasca una banconota da dieci euro? Forse cinque biglietti della metro/dell’autobus, un bell’assortimento di snack dolci o salati, una mini-scorta di cancelleria (a patto che si tratti di articoli come penne biro comuni, mini-bloc notes, scotch o colle stick mini), un paio di lampadine, due confezioni di pile, qualche sacchetto di caramelle e/o cioccolatini, una ricarica per il cellulare o un pieno di benzina di quel preciso valore, magari due pacchetti di sigarette, una buona provvista di francobolli per lettere o, al supermercato, una-due bottiglie di latte, qualche mozzarella e in più un surgelato approfittando degli sconti. Il 23 settembre è stata messa in circolazione la nuova banconota da dieci euro, il foglio che colora di fuxia i nostri portafogli da quando la moneta unica europea è entrata in vigore (nel resto dell’”arcobaleuro” abbiamo il verde-grigiastro dei cinque euro, il blu speranza dei 20, l’arancione energetico dei 50, il verde ricchezza dei 100 e il rosa cuccagna dei 500). Aumenta la sua sicurezza, ma di certo non il suo valore.
C’era già stato il restyling dei cinque euro in termini di protezione dell’autenticità, ora tocca al loro fratello maggiore. Sono due le caratteristiche principali del 10 euro di “nuovo conio”. Un “10” color verde smeraldo che, quando si muove la banconota, diventa blu scuro e produce una scia luminosa in senso verticale; e un ritratto di Europa riprodotto sia nell’ologramma (cioè nella fascia argentata) che nella filigrana (la parte ornativa visibile solo in controluce).
Europa, eponima ed emblema del Vecchio Continente, nella mitologia greca era una principessa fenicia di cui si innamorò Zeus; ella, dopo avergli resistito sulle prime, alla fine cedette ed ebbe da lui tre figli, tra cui Minosse. In seguito, Europa sposò Asterione re di Creta, e divenne la prima regina dell’isola che si vantava di non avere mura difensive. Alla morte di Asterione, i Greci, per omaggiare il nuovo e potente re Minosse – adottato da Asterione al pari degli altri figli di Europa – decisero di chiamare col nome della madre il continente a nord di Creta. L’immagine di Europa a cui si è ispirato il bozzettista che ha lavorato alla banconota è quella che compare su un antico vaso ritrovato in territorio magnogreco e oggi conservato al Louvre.

