Mestieri: contro i piccioni che sporcano la città torna il falconiere

pubblicato il 02/06/2013 in Attualità da redazione
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 Contro l'invasione di piccioni e gabbiani scende in campo il falconiere. Un tempo era considerata un'arte, una delle attivita' di svago preferite dai nobili, insieme alla caccia. Oggi c'e' chi ha pensato bene di 'rispolverare' questo mestiere antichissimo (risale al Medioevo) e di farne un lavoro per 'liberare' tetti e terrazzi diventati terra di conquista di 'volatili urbanizzati'. Chi addestra falchi sopravvive alla crisi, favorito anche da un fenomeno ambientale recente: il 'trasloco' nelle citta' di centinaia di gabbiani reali mediterranei, esemplari protetti di Larus michahellis. Pochi coloro che esercitano questa attivita' nelle citta', per questo sono molto ricercati.

      I cieli di Napoli, Genova e Trieste, ma anche di Roma, dove il
mare e' a 30 chilometri, ma il centro puo' essere facilmente raggiunto
in volo risalendo il corso del Tevere, sono pieni di questi uccelli,
che hanno spodestato storni e colombi, di cui vanno ghiotti. Attratti
dalla nostra spazzatura se ne trovano ovunque, alla ricerca di cibo a
portata di becco. Persino l'inquinamento e' loro alleato: la cappa di
smog attenua i rigori dell'inverno, aumentando cosi' le probabilita'
di sopravvivenza nei mesi piu' freddi dell'anno.

      Aggressivi durante la stagione degli amori e della cova,
imbrattano di escrementi palazzi e monumenti e 'bombardano' di guano
chi li disturba. Il falconiere puo' essere utile ad allontanarli,
perche' non possono essere uccisi: i gabbiani sono, infatti, una
specie protetta dalla legge 157/92 sulla caccia e le uova possono
essere portate via solo prima che si schiudano. L'operazione di
bonifica, chiamata in gergo tecnico 'bird control', e' un po' cara
(costa dai 200 ai 300 euro, a secondo del tipo di intervento), ma in
molti casi inevitabile. Specialmente, quando la coppia ha nidificato,
bisogna mettere in salvo i piccoli e non c'e' dissuasore che tenga.
 

 ''Non mi posso lamentare, il lavoro c'e' e ultimamente arrivano chiamate anche dai privati per 'bonificare' tetti e terrazzi dove coppie di Larus hanno nidificato durante il periodo invernale, quando questi non sono utilizzati'', racconta all'Adnkronos Gabriele Siccardi, romano di 33 anni, titolare della ditta omonima e proprietario di 14 esemplari di falchi, che in citta' fa esclusivamente attivita' di 'bird control' a mezzo falconeria. La sua passione nasce da lontano: galeotta fu la novella boccaccesca sul nobile Federico degli Alberighi e il suo falcone (''leggendo la sua storia, rimasi affascinato da questo mestiere'').

      ''L'allontanamento con i falchi -spiega- e'̀ il sistema più
efficace e non cruento per bonificare le zone infestate da volatili''.
Questa tecnica, racconta, '' prevede l'immissione di un predatore in
un ecosistema dove è venuto a mancare. La presenza dei rapaci fa
scattare naturalmente, nelle potenziali prede, l'istinto di
autoconservazione. Se la presenza dei rapaci diventa costante e
continua, le colonie interrompono il ciclo riproduttivo per
l'insorgere della sterilità da stress negli esemplari maschi, che
preferiscono fuggire''.

      Vista l'alta prolificita'̀ delle coppie, laddove possibile si
provvede alla rimozione dei nidi (costruiti sui propri escrementi e
quindi fonte di infezione) e delle uova appena deposte, che non
vengono considerate ancora, dalle nostre leggi, come esseri viventi.
Solo a Roma, secondo gli esperti, ci sono piu' di 20mila esemplari di
Larus. La nostra spazzatura e' il loro buffet, le piccole discariche
il loro paradiso. Come in un film di Alfred Hitchcock, di fatto, sono
diventati i padroni dei cieli della capitale.  Le nidificazioni sono andate aumentando, dapprima

intorno a Villa Borghese, poi ai Parioli, al centro (in particolare a
Caracalla), nelle grandi ville storiche e adesso sono diffuse
praticamente in gran parte della citta'. Un'invasione dovuta anche
alla possibilita' di alimentarsi presso la discarica di Malagrotta.
Secondo gli ornitologi rappresentano anche una minaccia per la salute,
perche' portatori di malattie pericolose, contagiose per l'uomo e per
gli animali domestici, i cui agenti patogeni si trovano nelle feci:
dalla salmonellosi all'encefalite.

      A nulla servono mangimi sterilizzanti (gia' utilizzati per i
piccioni), falchi-robot telecomandati o altre diavolerie. Il gabbiano
si sente insidiato solo da un altro predatore. E la Poiana di Harris
e' la specie di falco piu' adatto per cacciarlo via. Spesso capita che
coppie di Larus fanno il nido sul terrazzo di casa e la loro
aggressivita' puo' essere pericolosa. Per proteggere i piccoli si
alzano in volo, iniziano a girare in tondo e 'chiamano i rinforzi', in
una sorta di carosello aereo. Chi tenta di avvicinarsi puo' essere
colpito da una beccata.

      Cosa si puo' fare per 'prevenire'? Ci sono piccoli accorgimenti
che ciascuno di noi puo' adottare per rendere l'ambiente urbano meno
ospitale per i gabbiani: aumentare gli spazi verdi sui terrazzi
privati e condominiali o installare reti e dispositivi
anti-intrusione. Ma la cosa migliore per chi ha un terrazzo e' cercare
di non 'abbandonarlo' e viverlo tutto l'anno. Solo di recente, spiega
Siccardi, il falconiere lavora in citta': di solito il suo intervento
e' indispensabile per bonificare le piste degli aeroporti dalla
presenza di volatili e animali (dai gabbiani alle volpi) prima del
decollo dei velivoli e disinfestare (soprattutto dai piccioni) grandi
centri commerciali e cimiteri. ''Uno dei nostri maggiori clienti sono
sicuramente i cimiteri dove nidificano centinaia di piccioni, che
riempiono di escrementi tombe e altarini'', dice Siccardi.

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