Concordia, rimandata la partenza a mercoledì

il maltempo e i ritardi tecnici frenano la preparazione della nave

pubblicato il 22/07/2014 in Attualità da Daniele Del Casino
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Daniele Del Casino

“Potevamo aspettare fino all'ultimo minuto per decidere, ma non ce la siamo sentita“. Così il prefetto Franco Gabrielli, capo del Dipartimento di Protezione Civile ha commentato la decisione, annunciata oggi durante la conferenza stampa giornaliera, di spostare la partenza della Costa Concordia a mercoledì mattina. Tale decisione è stata ponderata e presa dopo lo sviluppo delle ultime condizioni meteo, che stanno ostacolando le operazioni di galleggiamento e preparazione alla partenza, senza contare i disagi collegati alla mancata navigazione per i trasporti dell'isola, che dovranno essere interrotti poi dalle quattro alle sei ore per motivi di sicurezza. In ragione di ciò la Concordia verrà preparata a partire dopo le 8,30 della mattina di mercoledì 23 luglio, seguita da un corteo di quattordici navi, un elicottero e un aereo di sorveglianza. Intanto il ministro francese per l'ecologia e lo sviluppo sostenibile, la già conosciuta Segolene Royal, ha fatto già sapere che presiederà di persona a bordo della Jason, una nave militare attrezzata per la decontaminazione ambientale, il passaggio della Costa Concordia intorno a Capo Corso, nel nord della Corsica. In un comunicato ufficiale la Royal ha affermato che sarà presente, insieme al ministro della Difesa Jean-Yves Le Drian, “allo scopo di ribadire tutta l'importanza che il governo francese dà alla salvaguardia ambientale”, dicendosi vicina a tutta la popolazione corsa per la grande preoccupazione che solleva il passaggio della nave alle loro coste. Il ministro Galletti si è già premunito di rassicurare la collega francese sulle misure di sicurezza del trasporto già adottate, così come l'olandese Hans Bosch, il “navigatore” designato a pilotare la Concordia, che ha risposto di fatto alla Royal dicendo che, in caso di difficoltà all'altezza della Corsica, “cambieranno rotta” avvicinandosi alle coste italiane, senza contare l'intervento dell'Ammiraglio Arturo Faraone della Guardia Costiera, che ha parlato di “misure rindondanti per la missione in atto”, tagliando di fatto le polemiche francesi. 

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