La Speranza è morta a Gaza

Il genocidio che si perpetua a Gaza è l'ennesima evidenza dell'inconsistenza della politica estera di Obama.

pubblicato il 19/07/2014 in Attualità da Tony Mariotti
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Tony Mariotti

Il Nobel per la Pace consegnato a Barack Obama nel 2009 dona lustro e valore a quello del 1994 dato ad Arafat, Peres e Rabin.
Il genocidio che si perpetua a Gaza è l'ennesima evidenza dell'inconsistenza della politica estera di Obama.
Il Presidente degli Stati Uniti è stato capace di importanti riforme interne che fanno da contrappeso ad un incontestabile fallimento del suo operato al di fuori dei confini statunitensi.
Eppure la sua elezione era stata salutata dal mondo intero come l'evento caratterizzante di un'epoca. Tanta era l'attenzione di tutti verso le sue indubbie capacità di comunicatore ed innovatore che nel 2009 gli venne conferito un Premio Nobel “alla fiducia”.
Oggi, dopo l'inettitudine dimostrata nel gestire le criticità emerse in Nord Africa, in Siria, in Ucraina e Palestina, ci chiediamo sempre più spesso se, quella del Presidente Americano, sia una precisa volontà pilatesca o rappresenti il risvolto di una incapacità neanche poi tanto mascherata.
In entrambi i casi si tratta di aspetti inconciliabili con un Nobel dato "per i suoi straordinari sforzi per rafforzare la diplomazia internazionale e cooperazione tra i popoli".
Se l'esercizio della revoca del premio appare improponibile, suggeriamo, per evitare future cantonate, un proverbio italiano all'Accademia Reale Svedese delle Scienze: “Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”.

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