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Yara, il presunto assassino e la polemica del 'giorno dopo'

La Procura: 'Serviva maggiore riserbo'

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Polemica del 'giorno dopo' all'indomani del fermo di Massimo Giuseppe Bossetti, il muratore 44enne ritenuto il responsabile del barbaro omicidio della piccola Yara Gambirasio.

"Era intenzione della Procura - puntualizza il procuratore di Bergamo Francesco Dettori - mantenere il massimo riserbo a tutela dell'indagato, in relazione al quale, come prevede la Costituzione, esiste la presunzione di innocenza". Per i più il riferimento è all'iniziale annuncio del ministro dell'Interno Angelino Alfano, il primo ieri pomeriggio a parlare della svolta nelle indagini.

"La presunzione d'innocenza vale per tutti nel nostro Paese, anche in questo caso, e io ci credo particolarmente", risponde Alfano. E aggiunge: "In un giorno di grandi successi non voglio fare polemiche. Non ho divulgato dettagli e non credo che il procuratore ce l'abbia con me, piuttosto si dovrebbe chiedere chi ha inondato il nostro mondo dei mass media di informazioni e dettagli. Certamente non è stato il governo". Poi rivendica la scelta di divulgare la notizia: "L'opinione pubblica aveva diritto di sapere e di essere rassicurata e ha saputo".

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