La ludopatia si cura con i farmaci per l'influenza

La scoperta dei ricercatori dell'Università Gabriele d'Annunzio di Chieti

pubblicato il 11/06/2013 in Attualità da redazione
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redazione

L'amantadina, una sostanza
usata per la terapia dell'influenza e del Parkinson, potrebbe
rappresentare una nuova opzione per il trattamento del gioco d'azzardo
patologico secondo i ricercatori dell'Universita' Gabriele d'Annunzio
di Chieti, che ne hanno parlato al 23° meeting dell'European
Neurological Society (Ens) in corso a Barcellona.

      La ludopatia colpisce fra lo 0,2 e il 5,3% della popolazione
adulta in tutto il mondo. I pazienti, molto piu' spesso uomini che
donne, diventano incapaci di resistere all'impulso di giocare
d'azzardo, con conseguenze negative per la vita personale, familiare o
lavorativa. Giovanni Martinotti ha ricordato che il trattamento di
queste persone finora e' stato piuttosto difficile. "Sono disponibili
alcuni farmaci, ma nessuno di loro ha dimostrato di essere adatto come
terapia standard. Ci sembra ora di aver trovato un farmaco che, per la
prima volta, ha davvero il potenziale di trattare la dipendenza da
gioco d'azzardo. Tuttavia, siamo ancora in fase di sperimentazione e
c'e' bisogno di piu' dati per confermare i nostri risultati".

      L'amantadina e' un farmaco per il trattamento e la prevenzione
del virus dell'influenza A e recentemente viene impiegato anche contro
il morbo di Parkinson. Influisce sulla dopamina nel cervello,
aumentandone la secrezione e bloccando la sua ricaptazione. Ma
l'amantadina agisce sulla regione cerebrale conosciuta come nucleus
accumbens, che ha un ruolo chiave anche nelle dipendenze. In una serie
di casi seguiti dagli scienziati italiani, questa sostanza ha ridotto
dal 43 al 64% la voglia e il pensiero di giocare e anche i problemi
personali associati con questa abitudine in 6 ludopatici. I
partecipanti al test sono stati valutati utilizzando il Symptom
Assessment Scale Gambling. A seguito di questo successo iniziale,
Martinotti pensa che l'amantadina si potrebbe rivelare efficace non
solo contro il gioco d'azzardo patologico, ma forse anche nel
trattamento di disturbi simili che coinvolgono il controllo degli
impulsi, come la dipendenza da shopping o la dipendenza dal web.

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