Morti bianche, il 'bollettino di guerra' della Salerno-Reggio Calabria: 2 morti e un ferito in un mese e mezzo

Lunedì scorso morto un giovane lavoratore di 39 anni

pubblicato il 21/05/2014 in Attualità da Antonino Dolce
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Antonino Dolce

Una manciata di chilometri funestata da incidenti fatali sul lavoro. È il breve tratto potentino della Salerno - Reggio Calabria tra Lauria e Lagonegro, dove nell'ultimo mese e mezzo si sono registrate due morti e un ferito in tre distinti episodi. 

L'ultima goccia di questa scia di sangue è stata versata nel tardo pomeriggio di lunedì scorso, 19 maggio. Antonio De Luca, 39 anni, residente in Abruzzo (ma di origine molisana) è morto dopo essere stato schiacciato dalle lastre di contenimento della galleria 'Serra Rotonda' dentro la quale stava lavorando. Il punto dell'incidente è nella carreggiata Sud in territorio di Lauria. Inutili i tentativi di soccorso. La magistratura ha aperto un fascicolo per far luce su eventuali responsabilità. Anche l'Anas ha avviato un'inchiesta interna per capire cosa è accaduto.
De Luca, lascia una moglie e due figli piccoli. Stava lavorando a centinaia di chilometri di distanza con la Castelfer Carpenterie srl di Campobasso, affidataria della Grandi Lavori Fincosit. Oggi c'è stato l'ultimo saluto nella cittadina di San Salvo; erano presenti anche i compagni di scuola dei due figli piccoli. «La tua storia è stata da esempio per tutti noi», recitava uno striscione esposto davanti alla chiesa gremita di San Nicola.

Ieri i lavori si sono fermati: i sindacati lucani hanno proclamato lo sciopero generale del settore Costruzioni. «Bisogna fermare questa strage silenziosa, che si sta consumando sulla grande incompiuta Salerno - Reggio Calabria. Di fronte a queste tragedie annunciate occorre tolleranza zero ed è per questo che è necessario attivare i livelli istituzionali, anche nazionali, e la magistrature inquirente, affinché siano accertate tutte le responsabilità».

Parole che si perderanno nuovamente nel vuoto fra qualche giorno, quando tornerà tutto alla normalità come già successo. In una manciata di chilometri e giorni (circa un mese e mezzo) quel tratto dell'A3 presenta un conto da bollettino di guerra: 2 morti e un ferito.
All'inizio del mese di aprile in un’altra galleria poco distante ha perso la vita Giuseppe Palagano, 55 anni. Una storia dai contorni poco chiari aggravata dalla difficoltà di trovare testimoni presenti al momento dell'incidente.
L'8 maggio - solo 11 giorni prima dell'episodio fatale che ha coinvolto De Luca - nella stessa galleria 'Serra Rotonda', un 58enne di Lauria è rimasto gravemente ferito dopo essere stato travolto da una massa di materiale roccioso: stava posizionando la rete di protezione della volta. 

De Luca era originario della provincia di Campobasso, che ieri ha pagato anche un altro 'conto salato': Carlo Rucci, 24 anni di Sepino, caduto, il 13 maggio scorso dal tetto di un capannone è morto nella clinica di Pozzilli dove era ricoverato. Una equipe di medici ha proceduto all'espianto degli organi per salvare altre vite umane.
Sempre ieri, in Toscana, un 25enne è rimasto gravemente ustionato dopo essere stato avvolto dalle fiamme in un'azienda di Vinci.

Quello delle morti bianche è un filo che unisce l'Italia senza distinzioni geografiche: per spezzarlo non più tempo (solo) di indignazione e solidarietà istituzionale alle famiglie colpite.

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