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Biennale Architettura Venezia, rifiutati visti a tre collaboratori ghanesi, curatrice: “non ho parole”

Africa al centro quest’anno ma è stato impedito a tre collaboratori per il padiglione del Ghana di entrare in Italia

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Il caso internazionale è esploso in questi giorni, a ridosso dell’apertura della Biennale di Architettura di Venezia. Un evento di livello internazionale che ha visto ieri e l’altro ieri una pre-apertura e oggi la prima giornata di un ciclo che arriverà a domenica 26 novembre. Quattro mesi in cui tutto il mondo dell’architettura, da ogni latitudine, guarderà all’Italia e in particolare a Venezia. Ma che rischia di essere ricordato anche per quanto accaduto nei giorni scorsi. Con il rifiuto del visto d’ingresso in Italia a tre collaboratori ghanesi della curatrice Leskey Lokko. 

La Biennale quest’anno, per la prima volta nella sua storia, punta lo sguardo sul continente africano. “The Laboratory of the future” è il titolo scelto da Lokko dell’edizione di quest’anno di uno degli eventi internazionali del mondo dell’architettura. «L’Africa è il laboratorio del futuro. Siamo il continente più giovane del mondo, con un’età media pari alla metà di quella dell’Europa e degli Stati Uniti, e un decennio più giovane dell’Asia. Siamo il continente che si sta urbanizzando più velocemente al mondo, con una crescita di quasi il 4 per cento all’anno» ha sottolineato la curatrice. Per la conferenza stampa di presentazione della Biennale Leskey Lokko aveva chiesto la partecipazione alla pre apertura di sei collaboratori ghanesi. Ma a tre di loro l’ambasciata italiana ad Accra ha rifiuto il visto d’ingresso in Italia e non potranno quindi partecipare ad un evento mondiale che hanno contributo per due anni a realizzare. 

«Non ho parole per il rifiuto dei visti al team di Akkra che ha partecipato alla realizzazione del progetto – ha dichiarato Leskey Lokko - il mio fotografo personale, un giovane e talentuoso fotografo ghanese, ha contribuito sia alla mostra che al catalogo, in tutte le sue sezioni» e «a loro è stato negato il visto dal governo italiano, in particolare dall’ambasciatrice italiana in Ghana, Daniela d’Orlandi, che mi ha accusato di cercare di portare in Europa “giovani non essenziali”» ha raccontato Lokko. Che, riporta Rivista Studio, ha espresso la preoccupazione che l’ambasciatrice abbia voluto «fare colpo sul governo conservatore italiano» definendola «ambiziosa diplomatica». D’Orlandi ha negato che la motivazione del diniego – riporta sempre Rivista Studio – fosse quella riportata da Leskey Lokko. Senza però specificare quali sarebbero gli altri presunti motivi in quanto ha dichiarato di non essere autorizzata a fornirli. 

 

 

 

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