Abruzzese ucciso in Messico: dopo 4 mesi la salma non è ancora rientrata

Una storia di incomprensibili ritardi e burocrazia 'infinita'

pubblicato il 22/04/2014 in Attualità da a cura della redazione
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a cura della redazione
Lorenzo Sassanelli con la sorella

Una vicenda dolorosa, dagli aspetti ancora da charire e alla quale si aggiungono intricati iter burocratici e incomunicabilità fra autorità. È la storia di Lorenzo Sassanelli, abruzzese originario della provincia di Chieti (di San Salvo), ucciso in Messico a inizio dicembre 2013Dopo 4 mesi dalla tragica morte, la sorella Alessandra non è ancora riuscita a riavere in Italia la salma del fratello 35enne per dargli una degna sepoltura. 
Durante questa settimana il caso sarà portato in consiglio regionale da Paolo Palomba che informerà anche il ministro degli Interni, Angelino Alfano

COS'È SUCCESSO - Lorenzo si è trasferito in Messico 7 anni fa, nella città di Cancun. Il 6 dicembre scorso si trovava a Città del Messico: qui ha preso un taxi per andare a trovare un conoscente. Da quel momento non si sa cosa sia accaduto. Il giovane chiama l'amico dicendogli di non sapere dove lo sta portando il taxi. Dopo alcuni minuti è lo stesso amico a richiamarlo, ma trova il cellulare spento; da qui, quindi, la decisione di denunciare la scomparsa all'ambasciata italiana in Messico. La sorella viene avvisata dalla findanzata di Lorenzo tre giorni dopo.

ASSENZA DI COMUNICAZIONE - È qui che c'è un inspiegabile ritardo. Il corpo senza vita di Lorenzo viene ritrovato il 7 dicembre - quindi già il giorno dopo - nel Estado de Mexico, confinante con il Distrito Federal (dove si trova Città del Messico), ma alla sorella la comunicazione arriva solo il 4 marzo del nuovo anno (con circa tre mesi di ritardo), quando erano già stati disposti l'esame del Dna e l'autopsia. Le autorità locali si giustificano con l'assenza di comunicazione tra i due Stati. Nel frattempo era in corso anche l'indagine dell'ambasciata italiana.
Qualche giorno dopo, il 13 marzo, è il cognato di Lorenzo a effettuare il riconoscimento fotografico in Italia che conferma l'dentità del corpo. 

ANCORA IN ATTESA - Ebbene, da quel giorno non c'è stata ancora l'ufficializzazione del decesso. Non solo: non è stata ancora comunicato alla sorella l'esito degli esami per capire cosa è avvenuto il 6 dicembre. Nonostante la gravità del caso, i cari di Lorenzo non hanno mai incontrato personalmente chi dall'Italia segue il caso per conto della Farnesina. È stato concesso loro solo un contatto telefonico.
Al dolore e all'angoscia di non sapere cosa sia realmente accaduto e di non poter riavere ancora in Italia il caro tragicamente scomparso, si aggiunge anche la comunicazione - da parte della Farnesina - del costo per il rientro della salma: un prezzo non sostenbile dalla famiglia. Per questo, è lo stesso ministero degli Esteri a suggerire di avviare una colletta tra parenti e amici.
L'ultimo capitolo della vicenda è di qualche giorno fa. Con una mail l'ambasciata italiana in Messico ha avvisato la sorella che dev'essere lei a effettuare - e firmare - il riconoscimento fotografico della salma. 

Ora con l'interessamento degli organi regionali e del ministro Alfano si spera di mettere fine a quello che appare come un assurdo labirinto burocratico che non tiene conto del dolore di una famiglia.

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