Terremoto Equitalia: 8 arresti e perquisizioni in molte regioni

Rete dedita a corruzione e truffa

pubblicato il 09/04/2014 in Attualità da a cura della redazione
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a cura della redazione

Otto arresti e decine di perquisizioni di abitazioni e uffici. Uno'perazione che ha impiegato oltre 70 militari del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza nelle province di Roma, Napoli, Caserta e Cosenza per smantellare una rete dedita alla corruzione, concussione, bancarotta fraudolenta e documentale, truffa aggravata ai danni dello Stato e di Equitalia, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio, violazioni al D.Lgs 74/2000 (omessa dichiarazione e omesso versamento IVA e IIDD).

Sono questi i principali dettagli dell'inchiesta della Guardia di Finanza che ha causato un vero e proprio terremoto in Equitalia; tra le quindici persone iscritte nel registro degli indagati c'è anche un alto funzionario dell'ente di riscossione: in cambio di denaro, aveva consentito a imprenditori e professionisti di sottrarsi al pagamento di ingenti somme all’erario.

Le indagini, condotte dal Nucleo Speciale Polizia Valutaria, hanno fatto emergere un vero e proprio sistema truffaldino, garantito da episodi di sistematica corruzione e messa a disposizione delle pubbliche funzioni, che ha consentito scientificamente di non versare i dovuti milioni di euro nelle casse di Equitalia.
Gli indagati, giovandosi di una sostanziale libertà di manovra e di una rete di collusione all’interno di Equitalia, hanno realizzato i loro progetti criminosi attraverso uno schema che prevedeva: la richiesta di rateizzazione dei debiti, ottenendo dilazioni di pagamento fino al limite massimo consentito di 72 rate mensili per congelare la pretesa esattoriale e ottenere la revoca di eventuali procedure esecutive (sequestri, pignoramenti) in corso; il pagamento delle sole prime rate, esclusivamente per non decadere dal beneficio;  lo scioglimento e la liquidazione volontaria delle aziende e l’affidamento della carica di liquidatore a prestanome nullatenenti; la cancellazione delle aziende dal Registro delle Imprese per vanificare qualsiasi pretesa erariale; il continuo monitoraggio della posizione debitoria per prevenire, ritardare o ostacolare eventuali procedure esecutive di Equitalia sino al decorso di un anno dalla cancellazione dal Registro delle Imprese.

Diverse le società coinvolte nel sistema criminale ai danni delle casse degli italiani, sinora individuate: Aura Service Coop; Aloha Service Coop; Joy Service Coop; Power Service Coop; Euroservizi Generali s.r.l.; Antonio s.r.l.
Tutte insieme un debito complessivo nei confronti di Equitalia (e dell’erario) iscritto a ruolo per oltre 17 mln di euro. Tuttavia, alcuni significativi appunti manoscritti sequestrati al funzionario Equitalia oggi arrestato dimostrano il coinvolgimento illecito dell’indagato per la gestione del debito esattoriale di ulteriori società e persone fisiche per un debito complessivo iscritto a ruolo per 34 mln di euro.

Sono in corso specifici accertamenti sulla posizione di oltre 400 contribuenti (persone fisiche e giuridiche in diverse regioni d’Italia) per i quali risulta un interessamento attivo da parte degli indagati presso l’ente di riscossione, svincolato dalle normali procedure di lavorazione, attraverso oltre 3.000 abusive interrogazioni del sistema informatico di gestione del debito esattoriale, decine di stampe di fascicoli contribuente consegnate brevi manu ai commercialisti di riferimento, presentazione di istanze di rateazione direttamente a figure dirigenziali dell’ente. Significativo il sequestro presso gli uffici di Equitalia di un lungo elenco di dilazioni lavorate e concesse su specifica disposizione di dirigenti dell’ente, anche in deroga ai requisiti richiesti (indici di bilancio del richiedente, decadenza da precedenti rateazioni).

Le Fiamme Gialle, in esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip Maria Bonaventura e richieste dal procuratore aggiunto Nello Rossi hanno arrestato Salvatore Fedele (funzionario Equitalia, indagato per corruzione, concussione, truffa aggravata ai danni dello Stato, trasferimento fraudolento di valori), Domenico Ballo (commercialista, intermediario della corruzione di Fedele e indagato per corruzione, truffa aggravata ai danni dello Stato, bancarotta fraudolenta, reati fiscali), Mauro Carlini (commercialista e consulente del lavoro, indagato per truffa aggravata ai danni dello Stato e bancarotta fraudolenta), Lucio Liccardi (imprenditore, indagato per corruzione, truffa aggravata ai danni dello Stato, bancarotta fraudolenta e reati fiscali), Paolo Conte (imprenditore, indagato per corruzione, truffa aggravata ai danni dello Stato, bancarotta fraudolenta e reati fiscali), Antonio Conte (imprenditore, indagato per corruzione, truffa aggravata ai danni dello Stato, bancarotta fraudolenta e reati fiscali), Vincenzo Comes (ai domiciliari, prestanome di Lucio Licciardi e Paolo Conte, indagato per truffa aggravata ai danni dello Stato, bancarotta fraudolenta e reati fiscali) e Luisa Musto (ai domiciliari, coniuge di Salvatore Fedele, indagata per riciclaggio).

Nell'ambito della medesima operazioni sono stati perquisti anche altre abitazioni e uffici di Equitalia Sud, del direttore regionale del Lazio, Alessandro Migliaccio e del direttore Regionale della Calabria, Giovanbattista Sabia. 

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