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F1 | GP Italia 2022: analisi gara di Monza

Verstappen trionfa, Sainz rimonta e chiude tra le Mercedes. RB18 e F1-75, le differenza è nella gestione gomme

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RED BULL-FERRARI: RB18 E F1-75, LA DIFFERENZA È LA GESTIONE GOMME

L'undicesima vittoria stagionale di Max Verstappen, la dodicesima complessiva per la scuderia anglo-austriaca, ha dimostrato l'incremento di competitività della RB18 sul passo gara indipendentemente dalla tipologia del tracciato e dalle mescole portate dalla Pirelli per ogni singolo evento. 

Questo aspetto si era denotato anche la settimana antecedente nella tappa olandese su una tipologia di tracciato completamente differente, dato che la conformazione dello Zandvoort Circuit richiede deportanza nelle curve veloci, precisione di inserimento all'avantreno nel cambi di direzione e un bilanciamento aerodinamico impeccabile vista la presenza la sequenza di curve che contraddistinguono il tracciato olandese. 

Una specifica di pista che aveva visto la vettura anglo-austriaca non essere performante né come la rivale Ferrari F1-75 né come sui tracciati a basso carico aerodinamico dove conta molto l'efficienza aerodinamica come fattore tecnico determinante come ad esempio il Silverstone Circuit, il Circuit de Spa-Francorchamps o l'Autodromo Nazionale di Monza dove conta prevalentemente la velocità di punta. 

Sul fronte del passo gara, la direttiva tecnica TD039 sembrerebbe aver fatto regredire la Scuderia di Maranello mentre il Team di Milton Keynes non ha risentito della modifica all'altezza da terra dalla monoposto e anzi ha trovato il modo di perfezionare l'assetto meccanico in relazione all'attivazione della finestra di utilizzo delle temperature degli pneumatici e la relativi usura. 

Nell'arco dell'annata, sovente la RB18 ha sofferto la presenza cronica del sottosterzo in ingresso curva. Un condizione che porta il pilota ad avere più angolo volante nella fase di inserimento, con conseguente energia impartita alle coperture all'asse anteriore, e successivo sovrasterzo in uscita, nel trasferimento di carico nel cambio di direzione, che porta instabilità al posteriore con surriscaldamento degli pneumatici al retrotreno. 

Questa criticità emergeva soprattutto in qualifica con poca benzina e nella gestione delle coperture. Come si è denotato a Spa Francorchamps nelle curve lente e a Zandvoort, la Red Bull ha evidentemente modificato la calibrazione degli elementi sospensivi e il risultato è stata la minor presenza di sottosterzo e in egual misura una gestione migliorata degli pneumatici grazie anche al fatto che sia stato svolto un accurato lavoro sulla perdita di peso della RB18 stimata di circa 20 chilogrammi secondo alcune indiscrezioni

Se così fosse, il guadagno prestazionale si attesterebbe sui 6/7 decimi di secondo. La vettura anglo-austriaca, ad inizio stagione, era una di quelle più lontane dal peso minimo consentito dalla FIA, conseguentemente era una di quelle con più margine di guadagno cronometrico sotto questo aspetto. 

Così come è avvenuto a Spa Francorchamps e a Zandvoort, con la mescola soft  Verstappen è stato il pilota che ha avuto mediamente un ritmo gara migliore riuscendo allo stesso tempo a essere il pilota in grado di farla durare maggiormente tanto da fermarsi per il primo, ed unico, pit stop al 26° giro della gara. 

L'iridato scattava dalla settima posizione in griglia di partenza e già prima della sosta del leader della gara Charles Leclerc in regime di VSC si trovava solamente a 2.2 secondi dal battistrada ferrarista. Ma come ha fatto Verstappen a far durare così a lungo la mescola morbida? La risposta è da ricercare nella configurazione aerodinamica adottata dai tecnici di Milton Keynes sulla RB18 per la tappa italiana. 

La vettura anglo-austriaca è dotata di una notevole efficienza aerodinamica che consente di generare carico aerodinamico con una spiccata velocità di punta sui rettifili. Data la bassa resistenza aerodinamica all'avanzamento generata dalla RB18, i tecnici hanno optato per un set-up aerodinamico più carico senza dover sacrificare la velocità massima. 

Maggior deportanza che ha inciso sulla gestione delle coperture, dato che con maggior carico aerodinamico si riesce a preservare maggiormente l'usura al retrotreno nelle fasi di percorrenza curva e in trazione. La seconda parte di gara ha visto l'olandese amministrare la corsa con le mescole medium focalizzandosi sul mantenere un ritmo sia centrato sul massimizzare la gestione delle coperture sia sul mantenere un ampio vantaggio sulla Ferrari di Leclerc che con le coperture soft ha iniziato a far segnare giri veloci in successione sul piede dell'1:24 basso. 

Il monegasco ha effettuato il primo pit stop al 12° giro sfruttando la finestra creata dalla VSC, che però si è conclusa proprio mentre il ferrarista era in pit lane, e il secondo al 34° passaggio per gli ultimi 19 giri da qualifica con gomme morbide all'inseguimento del leader della Red Bull. La rimonta cronometrica di Charles su Max non prende forma per il fatto che i due hanno un ritmo medio rispettivamente sull'1:24.4 e 1:24.9, un disavanzo cronometrico troppo corto per accorciare il divario. 

TEMPISTICHE ERRATE CON LA SC

La potenziale occasione per rimontare ci sarebbe stata se la corsa fosse ripartita dopo il caos generato per l'uscita prolungata, ed errata come posizionamento, della SC per rimuovere la vettura di Daniel Ricciardo tra le Lesmo 1 e Lesmo 2. La vettura di sicurezza è entrata davanti a Russell (3°) e non davanti a Verstappen (1°), che dopo quattro giri si è accordato alla vettura di sicurezza. Oltretutto, la gru per la rimozione della McLaren dell'australiano è arrivata con netto ritardo quando mancavano due tornate alla bandiera a scacchi con ancora dei doppiati da far sdoppiare e di conseguenza la gara si è conclusa dietro la vettura di sicurezza. Una condotta da parte della Direzione Gara totalmente errata per tempistiche che, in parte, fa rivalutare anche quando fatto ad Abu Dhabi 2021 dall'ex Race Director Michael Masi che in quell'occasione quantomeno diede un ultimo giro disponibile per un finale thrilling tra mille polemiche.

SAINZ, CHE RIMONTA: DA 19° A 4° TRA LE MERCEDES

Dopo quella di Le Castellet, Carlos Sainz è stato protagonista di un’altra grande rimonta. Scattato dalla diciannovesima posizione in griglia di partenza per via delle penalità per la sostituzione di alcune componenti della Power Unit, lo spagnolo della Ferrari è stato autore di una corsa aggressiva, senza sbavature e ricca di sorpassi. Una prestazione brillante che lo ha portato a chiudere in quarta posizione tra le Mercedes.

A cogliere il podio è stato George Russell, che ha massimizzato il potenziale della W13 E Performance, mentre Lewis Hamilton è risalito al 18° al 5° posto finale nonostante una vettura che sui rettilinei non spicchi per la velocità di punta data la poca efficienza aerodinamica generata da una notevole resistenza all’avanzamento. Si chiude positivamente la tappa italiana per la McLaren dato che Lando Norris ha concluso settimo e le Alpine non hanno conquistato alcun punto con il Ocon 14° e Fernando Alonso ritirato per un problema di natura elettrica.

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