Lunedì 18 luglio 2022 è in uscita per Z Tapes e La Barberia Records "A life designed for fun", il secondo EP tratto da "Pastimes", il nuovo album dei Baseball Gregg composto per la prima volta con la band al completo. Dall'arrivo di Sam in Italia a fine 2021 la formazione italo-californiana ha realizzato venti brani che verranno distribuiti nel corso di tre mesi in altrettante release discografiche per poi confluire in un Full Length la cui pubblicazione è prevista a settembre. "A life designed for fun", a differenza del disco precedente "Parrots and the park", che vedeva atipiche sonorità primaverili, ci immerge nuovamente nelle atmosfere psichedeliche malinconiche che ci avevano fatto innamorare dei Baseball Gregg. Il titolo fa riferimento a un verso della focus track "Better days", terza traccia del disco che ci offre una punto di vista universale, dove umani, animali e piante hanno tutti la stessa importanza.
Imperdibili, li abbiamo intervistati.
1. Cosa ha portato un californiano e un bolognese a collaborare?
Io, Sam, sono venuto a Bologna dalla California nel 2013 per studiare matematica all'Università di Bologna. Quando io e Luca ci siamo conosciuti, abbiamo capito subito che avevamo dei gusti musicale simili. Nel 2014 abbiamo deciso di registrare qualche canzone assieme prima che io tornassi in California, e non abbiamo mai smesso.
2. Quale atmosfera si respira ad un concerto dei Baseball Gregg? E come avete portato queste nuove sonorità che abbiamo incontrato in alcuni brani di questi EP che avete pubblicato in questo periodo?
I concerti di Baseball Gregg ormai sono eventi fluidi, con delle formazioni diverse tra USA e Italia, e musicisti che si scambiano tra una data e l'altra anche all'interno dello stesso paese. Una volta in Islanda abbiamo suonato con il batterista Italiano e il bassista californiano, e non riuscivano a parlare tra di loro. Quindi diciamo che l'atmosfera dipende molto dalla data specifica. Per la prossima data, per esempio, il 13 Agosto coi TV Fuzz Dalla Cira a Pesaro, arriva Cristina Muñoz, ovvero colei che ha suonato il violoncello sul nuovo disco. Facciamo una data unica con lei, e speriamo di portare dal vivo proprio queste sonorità nuove.
3. Qual è il vostro rapporto con i Beach Boys?
Nella mia adolescenza Pet Sounds è stato un disco molto importante per me. Poi quando avevo 21 anni mi sono affezionato molto a un altro disco loro, "Friends." Brian Wilson è un genio, ma in molti casi le canzone dei Beach Boys sono orrende, e questo è molto affascinante. Io vedo in Brian una figura tragica, cioè un vero talento artistico mangiato dalla nascente industria pop e dalla mentalità del consumismo del dopo-guerra Americano.
4. Come descrivereste la vostra vita “designed for fun”?
Non è proprio un'affermazione che riguarda nello specifico le nostre vite, è qualcosa che in realtà vuole più essere rappresentativo del periodo storico in cui viviamo nel mondo - diciamo - "occidentale." Le nostre vite sociali sono largamente organizzate intorno al intrattenimento.
5. Come descrivereste la scena musicale italiana post Covid?
Personalmente, essendo straniero, non sono in grado di fare un'analisi della scena musicale. Ma personalmente mi ha fatto impressione che quando i locali erano aperti questo inverno (prima dei concerti estivi all'aperto) e quasi nessuno indossava la mascherina all'interno, a differenza di quanto succedeva negli USA. Non è una vera analisi, me ne rendo conto, ma è l'unica cosa che mi viene in mente in questo momento.
