Applicare la matematica alla vita quotidiana può sembrare impossibile: eppure, in realtà , è quanto di più comune si possa fare nel corso di una qualsiasi giornata, sia essa di lavoro o di svago, da trascorrere in solitudine o in compagnia. Stimare tempi e quantità , rapportare velocità e proporzioni: si tratta di azioni e calcoli solo all’apparenza teorici, e che in realtà hanno alla loro base la matematica e, come conseguenza, una corretta organizzazione della giornata e della propria vita.
Una teoria dell’incertezza
Calcolare il tempo con cui si potrebbe percorrere un tragitto (come quello da casa al luogo di lavoro), valutando le diverse variabili che potrebbero influenzarne la durata, stimando così la probabilità di arrivare in ritardo: questo è un semplice esempio di come, quotidianamente, chiunque si ponga un problema matematico, sebbene la matematica possa non necessariamente essere stata un cavallo di battaglia nell’esperienza scolastica della persona in questione. Ogni problema, tuttavia, spesso e volentieri nasconde una radice matematica: dal calcolo della quantità di pasta da preparare per quattro persone quando si è soliti prepararla per tre, a quello della probabilità che possa piovere, basandosi su una semplice osservazione del cielo (e una rapida sbirciata alle previsioni del meteo).
Molte delle valutazioni e delle stime quotidiane, nello specifico, possono essere ricondotte al calcolo delle probabilità che qualcosa di specifico avvenga o meno. Proprio per questa ragione, il calcolo delle probabilità , inteso come quel modello matematico fondato sulla misura dell’incertezza, è quanto di più usato nella vita di tutti i giorni, anche se nella maggior parte dei casi non ce ne si rende conto.
Spesso infatti si riconduce il calcolo e il concetto di probabilità al solo modello matematico con, in aggiunta, alcuni collegamenti al gioco d’azzardo, in riferimento al momento in cui vennero gettate da Blaise Pascal e Fermat le basi di questo sistema di teorie: i due risposero appunto a dei dubbi legati all’eventualità che si potessero ottenere specifici risultati (come un 6) lanciando uno o due dadi. Nonostante le sue origini siano legate strettamente all’azzardo, oggi è possibile considerare la teoria della probabilità (insieme alla sua applicazione in statistica) come una delle più grandi vette della cultura e della comprensione umana (al punto da aver ormai superato molti principi teorici e fisici dati per certi).
L’applicazione alla vita quotidiana
In alcuni contesti, il riferimento alla teoria della probabilità è più evidente; in altri, lo è meno. Guardare il cielo per capire quanto sia forte o debole la probabilità che inizi a piovere, e dedurne se sia o meno il caso di portare con sé un ombrello o – direttamente – evitare di uscire: questo è un semplice caso di osservazione volta a calcolare una probabilità , su qualcosa di incerto come il meteo. Va da sé, su alcune cose questa forma di calcolo può perdere di significato (il Sole sorge tutte le mattine, e ha poco senso parlare di probabilità in questi casi); ma su altre, invece, questa teoria dell’incertezza assume una connotazione diversa.
Esistono infatti degli eventi su cui non è possibile applicare questo calcolo: eventi certi (l’alba e il tramonto, ad esempio) o impossibili (che il lancio di un comune dado a 6 facce dia come risultato un 7). Nel mezzo, tuttavia, esiste una infinità di eventi, a loro volta ricchi di sfumature, che possono verificarsi in un modo o in un altro; o meglio, che hanno una certa probabilità di verificarsi o non verificarsi, in maniera del tutto casuale. Questo fattore casuale, aleatorio, è quello su cui spesso si punta o si scommette.
Per scommesse non si intende soltanto l’azione di puntare su uno dei casino sicuri non aams fondati su algoritmi perfettamente casuali, ma anche quei piccoli gesti o discrete rinunce quotidiane, che tutti hanno prima o poi sperimentato. La scelta di guardare un cielo nuvoloso e pensare che non pioverà , di fatto, implica una forma di scommessa, in cui la puntata consiste nell’uscire da casa volontariamente senza ombrello: un esempio concreto di come alle volte non sia necessario un calcolo approfondito delle probabilità per giocare la propria parte in un modello matematico.

