Vigile urbano multa una donna e le alza il dito medio

L'uomo è stato arrestato per violenza privata, ingiuria e minacce

pubblicato il 07/03/2014 in Attualità da Angela Menna
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Angela Menna

Era convinto di avere un conto aperto con quella donna che troppe volte parcheggiava l’auto in divieto di sosta per andare a prendere la figlia a scuola. Dopo aver litigato con lei a più riprese nel giro di un paio di anni e dopo averla riempita di multe, un giorno ha deciso di accompagnare l’ennesima contravvenzione, con uno sfacciato dito medio alzato, con un inseguimento per le vie di Milano e una raffica di insulti. Per questo accanimento, un vigile urbano è stato arrestato con le accuse di violenza privata, ingiuria e minacce. L'uomo, 40 anni e con una sfilza di richiami disciplinari alle spalle per diverbi e liti con automobilisti, è finito stamane agli arresti domiciliari su ordine del gip di Milano, Maria Cristina Mannocci nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto, Nicola Cerrato, dal pm Tiziana Siciliano e dagli agenti della polizia locale. Il 24 settembre dello scorso anno, la donna  parcheggiò in divieto di sosta in via Emilio De Marchi, come faceva spesso, per andare a prendere la figlia a scuola e mentre tornava alla macchina notò che le avevano fatto ancora una volta la multa. Subito riconobbe l'uomo che la fissava: era quel vigile che la tormentava ormai da anni. Già nel gennaio 2011, infatti, tra la donna e il vigile c’erano state delle discussioni e delle liti sempre davanti alla scuola e lei l’aveva denunciato per lesioni. In quell’occasione, lui le aveva anche strappato dalle mani le chiavi dell’auto e mentre lei attendeva l’arrivo della polizia se ne era andato dicendole: «La polizia sono io». Il giudice sottolinea come il vigile sia una persona con seri problemi di relazione con le persone che, a torto o a ragione, gli si contrappongono. Dalle indagini, tra l’altro, è emerso che aveva già subito, in passato, una serie di provvedimenti disciplinari e che nel 2009 era stato condannato per calunnia per un diverbio in strada. Era stato anche trasferito dal Comune di Agrate Brianza, dove lavorava per le «difficoltà relazionali» e la «scarsa propensione all’incarico assegnatogli». Inoltre, aveva anche subito un addebito disciplinare, perché girava con una rivista `Pride´ in mostra sul cruscotto dell’auto di servizio, spiegando che lo faceva «al fine di combattere l’omofobia». Un quadro che ha portato alla misura degli arresti domiciliari per il pericolo di reiterazione di «delitti della stessa specie», come dimostra tutta la storia personale e professionale del vigile, favorita dal suo ruolo e dai suoi poteri.

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