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Francesca Ghezzani intervista l'Ufficio Stampa e Comunicazione de La Lega della Terra

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L’agricoltura ha notoriamente bisogno di sostegno e di attenzione, la Lega della Terra è una giovane associazione apartitica senza fini di lucro diffusa su tutto il territorio nazionale impegnata proprio nel supporto e nel rilancio dell’agricoltura italiana. La molteplice attività la possiamo così riassumere: realizzazione del primo Piano Agricolo Nazionale (PAN); promozione via web di messaggi positivi atti a favorire un cambiamento delle errate abitudini alimentari dei consumatori; promozione via web di determinati messaggi onde modificare la spesa alimentare dei consumatori italiani a sostegno del consumo di prodotti locali e quindi dell’economia locale; promozioni in tutta Italia delle iniziative “Aperitivi Km Zero” e “Cene a Km Zero” rivolte soprattutto ai giovani italiani onde migliorare la loro cultura alimentare e sostenere l’economia locale; partecipazioni a incontri e a convegni, di forze politiche e non, per la diffusione del Piano Agricolo Nazionale; realizzazione di banchetti informativi in fiere agroalimentari locali; promozione Progetto Italia che consiste nella realizzazione di un servizio commerciale estero chiavi in mano per tutte quelle piccole e medie aziende enogastronomiche che credono nella qualità dei propri prodotti e che sono, con il loro lavoro, i migliori custodi del territorio e delle tradizioni locali.

Progetti ambiziosi, che per andare a buon fine hanno bisogno di trasmettere un messaggio chiaro ed efficace, compito che spetta a Dario Calligaro, Responsabile dell'Ufficio Stampa e Comunicazione della Lega della Terra.

Come nasce la sua esperienza nella Lega della Terra?

Nasce casualmente nel maggio dell’anno scorso, quando l’amico Nicola Gozzoli mi chiese se volevo occuparmi dell’Ufficio Stampa e della Comunicazione dell’Associazione. Da “ex troll” accettai la sfida e oggi abbiamo una redazione ben motivata, dei contenuti originali, una buona dose di ironia, una madrina ufficiale per il Made in Italy, un grafico ufficiale e persino un “troll” che ho ufficialmente accreditato recentemente.

Quali sono le strategie di comunicazione che adottate per sensibilizzare l’opinione pubblica sul delicato tema dell’agricoltura?

Il nostro messaggio è molto diretto, comprensibile e con una buona dose di ironia. Con l’arrivo del grafico ufficiale, utilizziamo le immagini per valorizzare la cultura del mondo dell’allevatore e dell’agricoltore, con i suoi prodotti, le sue tradizioni e i suoi valori. Lo scopo della nostra comunicazione è di avvicinare le persone all’agricoltura. Tra l’altro le Signore seguono con particolare interesse la rubrica dedicata e intitolata “Consigli per le Signore“ dove trovano le ricette proposte dalle loro “colleghe”. Mi sono affezionato pure io, notoriamente negato per le “robe” di cucina, all’appuntamento con la ricetta della domenica, compresa quando riesce male.

Si è spesso abituati a raffigurare il mondo dell’agricoltore e dell’allevatore come un elemento del passato lontano dai ritmi frenetici che oggi la vita ci impone, che ruolo possono svolgere i mass media per rilanciare l’agricoltura italiana e promuovere un riavvicinamento alle tradizioni e al territorio facendo informazione e non, come spesso purtroppo accade, disinformazione?

In generale i mass media devono svolgere la funzione di far conoscere le nostre tipicità ed eccellenze locali, evitando eccessi negativi spesso dovuti puramente alla necessità di fare “audience”. Ricordo il caso della COSPALAT in Friuli Venezia Giulia dell’anno scorso, in cui i media, soprattutto quelli locali, fecero una campagna che portò una pubblicità negativa su tutto il settore lattiero caseario friulano mettendo in crisi diverse aziende L’Associazione intervenne pubblicamente con una dura presa di posizione contro tale atteggiamento.

Quando nelle sue interviste chiede alla classe politica, agli enti, alle federazioni, agli agricoltori stessi quale futuro vogliamo dare all’agricoltura italiana di solito che cosa Le viene risposto? Ricevete collaborazione e solidarietà autentiche?

In maggioranza ricevo delle risposte di cortesia, soprattutto da parte delle varie associazioni di categoria, oltre che dai politici appartenenti ai maggiori partiti italiani. Dalla politica abbiamo ricevuto disponibilità e collaborazione dai deputati di M5S membri della Commissione Agricoltura della Camera, che tra l’altro stanno svolgendo un ottimo lavoro spesso, per così dire, stoppato dalle altre forze politiche. Per il resto collaboriamo con diverse altre associazioni e stiamo cercando la collaborazione con altre forze politiche rappresentate nelle commissioni agricole.

Qual è il legame tra Lega della Terra e impegno politico?

La Lega della Terra sostiene tutte quelle forze politiche che si impegnano con atto formale a portare avanti il nostro Piano Agricolo Nazionale. A livello di amministrative, qua in Friuli Venezia Giulia, è nata recentemente una lista civica unitaria che sposa i progetti proposti dalla Lega della Terra e li rende operativi in ambito locale. Nelle altre regioni sosterremo altre liste civiche similari.

Quali sono i progetti più imminenti su cui la Lega della Terra sta lavorando?

Con l’approssimarsi delle elezioni amministrative nel maggio prossimo, i nostri cervelloni sono concentrati soprattutto sul progetto D.e.CO. che, tra l’altro, abbiamo presentato ed è in corso di approvazione in alcuni comuni italiani. In sostanza, oltre ai vari progetti a carattere nazionale del Piano Fenice, sull’immediato cerchiamo di rendere operativo tutto ciò che può essere concretamente attuato in ambito comunale. Quale aneddoto un giorno sulla nostra pagina nazionale in un post in cui informavamo sull’esistenza della “Culatta di Parma”, ci siamo trovati con un commento da parte di un’azienda agricola che diceva più o meno così: “Nessuno aveva mai fatto nulla per noi”, e non Le nego che ci siamo leggermente commossi.

Con riferimento all’amico Nicola, dopo aver scritto diverse volte “intervistato dalla dolce vocina di Francesca Ghezzani”, La ringrazio per queste sue domande che mi vedono per una volta tanto dall’altra parte della barricata, e non Le nascondo che ho pure io il desiderio di intervistare Lei.

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