Il 2020 è stato un anno davvero tragico per tutti. La pandemia da COVID-19 ha causato crisi e disagi che si sono riversate sul fronte economico, sanitario, sociale ma soprattutto su quello familiare e personale. A mettere alle strette un po’ tutti noi è stato il periodo del lockdown, le cui chiusure e le ulteriori misure restrittive per il contenimento del contagio hanno cambiato in gran parte il nostro stile di vita e rivoluzionato il mondo del lavoro. Cosa c’entra tutto questo con la prostituzione? Continua a leggere l’articolo.
Lockdown: chiusi i negozi e chiusi in casa
Proprio neri mesi del lockdown molte aziende e settori dell’economia mondiale hanno avuto modo di cimentarsi su un nuovo fronte. Parliamo del grande e grandioso Internet. Infatti, alcuni hanno avuto modo di farlo con il cosiddetto smart working, altri creando e curando siti e profili social della propria attività. Lo hanno fatto tutti: il sistema scolastico, le piccole e medie aziende, i liberi professionisti come psicologi, ingegneri e consulenti, nonché il mondo della ristorazione, ad esempio, che ha introdotto la tecnologia per curare non solo la propria immagine social, ma anche gli ordini, le prenotazioni e mostrare ai loro clienti e non le loro prelibatezze. Lo hanno fatto tutti, anche le escort a Roma e nel mondo.
Prostituzione in smart working: è possibile? Purtroppo, sì
Anche il mondo della prostituzione – come del resto è accaduto anche per il mondo della droga e di tutte le attività illecite – ha saputo tamponare a quella crisi economica che la pandemia da COVID-19 le stava causando, cimentandosi nell’online. E non parliamo solamente di quei siti di incontri come Tinder, Meetic, Badoo e tanti altri che permettono di incontrare l’anima gemella a portata di click, o di gruppi su Facebook, WhatsApp e Telegram adibiti illecitamente a questi “incontri di svago”, ma parliamo di veri e propri siti nati e amministrati per incontri sessuali con delle prostitute. Non ci credete? In realtà è proprio così.
Prostitute e dove trovarle a portata di click
Basta cercare su Google qualcosa che rimandi a un incontro con delle escort e subito escono una miriade di siti adibiti a questo. Il che è davvero qualcosa di sconcertante. Basta aprirne uno, poi, e ci si trova davanti a un elenco lunghissimo di profili di escort più o meno vicine alla tua zona. E c’è di più. Ogni profilo è ben curato con foto, video e addirittura recensioni da parte dei clienti! E indovinate un po’ chi sono i social media manager di queste infelici e sventurate ragazze? I protettori o papponi, come li vogliamo chiamare. Basta cliccare sul profilo e subito ci si potrà mettere in contatto con loro per un incontro (nonostante i rischi propri di questo virus).
Conclusioni
Il fenomeno della prostituzione è quello che più di qualunque altro che appartenga all’illegalità deve essere fermato. Parliamo di un’attività che implica la compravendita del corpo di una persona per soddisfare solamente i propri bisogni, seppur fisiologici, egoisti e per l’atto che ne segue deplorevoli. Attenzione a questi siti. Il fenomeno della prostituzione va fermato perché anche se è fatto con consapevolezza è una violenza psicologica e fisica. Siamo persone e loro stesse, le escort, sono delle persone. Non animali.

