Arrestato in Grecia un combattente di ISIS grazie ai servizi marocchini

L'operazione riuscita, alla quale i servizi di sicurezza marocchini hanno contribuito in modo attivo ed efficace, riflette l'importanza della cooperazione internazionale in materia di sicurezza in lotta contro terrorismo

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 29/07/2021 in Attualità da Belkassem Yassine
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Belkassem Yassine

Grazie agli sforzi della Direzione Generale di Studi e Documentazione (DGED) e DGST del Marocco nel contrasto del terrorismo, la Grecia ha arrestato martedi un pericoloso latitante terrorista. 

Infatti, sulla base di informazioni precise fornite dai servizi di sicurezza marocchini, rappresentati dalla Direzione generale degli Studi e della documentazione (DGED) e dalla Direzione generale della sorveglianza del territorio (DGST), i servizi di sicurezza della Grecia hanno arrestato un cittadino marocchino di 28 anni, che occupava posti di responsabilità in seno alle brigate operative del gruppo terroristico di Daesh nei suoi tradizionali in Siria. 

L'arresto dell'indagato è il risultato di operazioni di coordinamento congiunto e di scambio di informazioni effettuate nell'ambito della cooperazione multilaterale in materia di sicurezza, in cui hanno efficacemente contribuito i servizi di sicurezza marocchini e le loro controparti in Grecia, Italia, Inghilterra e Stati Uniti. 

Dalla banca dati dell'Organizzazione internazionale della polizia criminale (Interpol) s'è rivelato che l'indagato era oggetto di un mandato d'arresto internazionale emesso dalle autorità giudiziarie marocchine per il suo presunto coinvolgimento nella preparazione di progetti terroristici di vasta portata e di operazioni sovversive in Marocco, su istigazione dell'ex portavoce dell'organizzazione terroristica di Daech.

L'indagato, alias "Abou Mohamed Al Fateh", si era unito alle fila dell'organizzazione terroristica di Daesh in Siria nel 2014, prima di assumere importanti missioni all'interno delle cosiddette "brigate speciali", nella regione di Deir ezzor, e di "polizia religiosa" o "Hisba" di Raqqa, spiega una fonte di sicurezza marocchina, aggiungendo che l'imputato era apparso in un video che mostrava un'operazione che aveva preso di mira un combattente siriano con di un'arma di guerra, in flagranza di reato di mutilazione del suo cadavere e giurando di combattere coloro che chiamava "nemici della religione". 

Secondo le prime informazioni disponibili, l'indagato è riuscito a fuggire dalle zone di guerra sotto il controllo dell'ISIS in Siria per raggiungere l'Europa, la Grecia in particolare, utilizzando documenti falsi e un'identità falsa, prima di essere identificato, localizzato e arrestato nel quadro di un'operazione di sicurezza congiunta. 

Le autorità giudiziarie marocchine sono state informate dell'arresto e il coordinamento con le autorità competenti in Grecia è in corso, tramite l'Ufficio dell'Interpol a Rabat, posto sotto la direzione generale della Sicurezza nazionale (DGSN), per l'invio di una richiesta ufficiale d'estradizione. 

Questa operazione di sicurezza riuscita, alla quale i servizi di sicurezza marocchini hanno contribuito in modo attivo ed efficace, riflette l'importanza della cooperazione internazionale in materia di sicurezza nella lotta contro i pericoli terroristici e l'arresto dei membri delle organizzazioni terroristiche. 

Essa concretizza inoltre l'adesione seria ed efficace del Regno del Marocco alla salvaguardia della sicurezza e della stabilità a livello regionale e internazionale.

Da ricordare che grazie alla cooperazione nel campo della sicurezza tra Marocco ed Italia, il Ministero dell'Interno italiano aveva annunciato il 12 Luglio 2021 che la Polizia di Stato ha arrestato a Salerno un pericoloso latitante di nazionalità marocchina, combattente jihadista affiliato all'Isis, a cui carico pendeva un mandato di arresto internazionale. 

Come confermato dalle autorità del Marocco, il ricercato, noto con il nome di battaglia di Abu Al Bara, ha ricoperto posizioni di comando nelle roccaforti del Daesh nell'arena siro-irachena. 

L'uomo - grazie all'importante contributo dell'Aisi italiana e della  Direzione generale per la sorveglianza del territorio (DGST) del Marocco - è stato localizzato dopo un'approfondita attività di ricerca condotta dalle Digos di Napoli e Salerno. 

 

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