Napoli: troppe multe e tasse locali non pagate

650 milioni di euro di debiti fuori bilancio e 783 milioni di disavanzo di amministrazione

pubblicato il 22/02/2014 in Attualità da Angela Menna
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Angela Menna

A Napoli, la situazione dei conti del Comune è drammatica: 650 milioni di euro di debiti fuori bilancio e 783 milioni di euro di disavanzo di amministrazione. Il problema è che la Corte dei Conti, che lo scorso 20 gennaio ha rispedito al mittente il piano di riequilibrio finanziariopluriennale, non crede che il disavanzo sia solo di quasi 800 milioni di euro. Renderebbero meno pesante il passivo – secondo i magistrati contabili - gli oltre 431 milioni di residui attivi (multe, tributi e crediti Iva) potenzialmente inesigibili e ancora iscritti in bilancio. Dalle motivazioni della sezione campana della Corte dei Conti di fronte alla bocciatura del piano di riequilibrio, emerge che è a rischio l’attendibilità del disavanzo di amministrazione, determinato dal Comune. Ad esempio, le contravvenzioni al codice della strada ammontano ad oltre 311 milioni di euro. Il fatto è che solo 199 milioni di euro potrebbero essere riscossi. Va un po’ meglio con la Tarsu (la vecchia tassa per lo smaltimento dei rifiuti): di 312 milioni e rotti iscritti a tutto il 2013, solo 63 milioni sono potenzialmente inesigibili.

Il problema dei residui attivi, ovvero di tutte le entrate (tributi, multe, crediti Iva) la cui somma viene riportata nei bilanci per anni, sono sempre stati un cruccio per chi a Napoli fa l’assessore al Bilancio. Una pratica, però, che ha avuto una brusca interruzione a partire dal 2011. Nel 2010, il risultato di amministrazione registrava un importante avanzo di 92 milioni di euro circa. Nel 2011, dopo una revisione dei residui attivi, avviata proprio dagli uomini di De Magistris, si rilevò un disavanzo di circa 850 milioni di euro. Quella verifica si concluse nell’ottobre del 2012, con la cancellazione di circa l’88% dei residui attivi ancora in essere. Ora, purtroppo, non è solo questo il problema: nonostante la verifica dei residui, ciò che è contestato è anche l’incapacità di riscuoterli. Un altro aspetto del piano di riequilibrio criticato dalla Corte dei Conti riguarda la dismissione del patrimonio immobiliare. Operazione da oltre 730 milioni, in grado di coprire il 94% del disavanzo, ma bocciata, perché il Comune manca di un effettivo controllo delle operazioni poste in essere e di quelle da intraprendere. L’assessore comunale al Bilancio, Salvatore Palma si sta impegnando per preparare il ricorso contro la bocciatura del piano di riequilibrio.

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