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Covid-19, giudice di Milano: "Sull'autocertificazione non c'è l'obbligo di dire verità"

Un 24enne è stato assolto dal gup del capoluogo meneghino, il giovane durante il lockdown dello scorso marzo aveva mentito alle forze dell'ordine dicendo che stava tornando a casa da lavoro.

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Un giovane di 24 anni è stato assolto dall'accusa di falso, in quanto, durante il lockdown dello scorso anno, mentre veniva fermato presso la stazione di Cadorna a Milano dichiarò alle forze dell'ordine che stava tornando da lavoro. La circostanza non era vera, in quanto un agente, alcuni giorni dopo, ha provveduto a verificare l'effettiva presenza del 24enne all'interno dell'attività commerciale da lui indicata nell'autocertificazione. Il gup di Milano ha accolto la richiesta di assoluzione della Procura di Milano, "perché il fatto non sussiste". In sostanza, per il giudice in questione, non c'è nessun obbligo giuridico di dichiarare il vero nell'autocertificazione, in quanto l'uso di tale strumento "non è rinvenibile" in nessuna norma giuridica. Il 24enne, secondo quanto riferisce l'Huffington Post, è stato difeso dall'avvocato Maria Erika Chiusolo. La mail inviata dalle forze di polizia al negozio, ha effettivamente confermato che quel giorno il ragazzo non fosse al lavoro. Il giudice, nell'emanare la sentenza, sottolinea che manca una legge che preveda di compilare un'autocertificazione in un periodo come quello che stiamo vivendo dettato dall'emergenza sanitaria. Inoltre dalla sentenza si apprende che è incostituzionale sanzionare penalmente le "false dichiarazioni" di chi ha scelto "legittimamente di mentire per non incorrere in sanzioni penali o amministrative". La notizia in questione sarà destinata sicuramente a far discutere ed è stata riportata anche dall'agenzia Ansa. 

Un caso simile era accaduto ai primi di marzo 2021, quando una coppia di Reggio-Emilia è stata assolta dall'accusa di aver dichiarato il falso nell'autodichiarazione. In quell'occasione, sempre durante il lockdown del marzo 2020, i due furono beccati per strada. Ai carabinieri dissero che lei doveva fare una visita e che preferiva essere accompagnata in ospedale dall'amico. Le forze dell'ordine constatorono però di come in ospedale i due non fossero mai andati, per questo furono denunciati all'Autorità Giudiziaria dai militari dell'Arma con l'accusa di falso. Secondo il giudice che gli ha assolti, il Dpcm dell'8 marzo 2020 era incostituzionale, in quanto nessun cittadino può essere "costretto a sottoscrivere un’autocertificazione incompatibile con lo stato di diritto del nostro Paese e dunque illegittima"

 

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