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Fecondazione assistita, che cos’è la diagnosi preimpianto

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Se diventare genitori e avere un figlio è il sogno di ogni coppia, il completamento di ogni famiglia, non è detto che avvenga sempre in modo naturale.

È possibile che una coppia non riesca a concepire e le cause possono essere diverse: non tutte le problematiche possono essere risolte, ma per alcune è possibile trovare una soluzione affidandosi a centri di fecondazione assistita, centri specializzati che attraverso un percorso ad hoc effettuano una corretta diagnosi e intervengono con le consulenze appropriate. Generalmente a rivolgersi ai centri di fecondazione assistita  sono le coppie che stanno cercando di bambino senza successo da più di un anno, o da sei mesi se la donna ha più di 35 anni. Momento fondamentale nel percorso di fecondazione assistita, è la diagnosi genetica preimpianto, la PGD (preimplantation genetic diagnosis), un particolare tipo di analisi prenatale che viene effettuata prima del trasferimento degli embrioni in utero in modo tale da poter impedire la trasmissione di patologie ereditare (come Beta talassemia, fibrosi cistica, distrofia muscolare) oppure per assicurare maggiori possibilità di successo alle diverse tecniche di fecondazione assistita.

Per la diagnosi preimpianto Roma il Centro di Fecondazione Assistita RAPRUI rappresenta una delle eccellenze del settore che mette al servizio dei propri pazienti l’esperienza di uno staff altamente specializzato e tutta la sensibilità necessaria di un approccio personalizzato: obiettivo di RAPRUI è di offrire le migliori opportunità di successo alle tante coppieche vogliano diventare genitori. RAPRUI inoltre si conferma come centro d’eccellenza che presenta tutte le caratteristiche da ricercare in un centro di fecondazione assistita anche grazie all’impiego di tutti i trattamenti e le tecnologie all’avanguardia.

Il centro di Fecondazione Assistita cui rivolgersi deve coniugare infatti alle competenze dei professionisti del settore e agli alti standard clinici e scientifici, l’umanità e l’approccio personalizzato per le coppie di aspiranti genitori.

Diagnosi preimpianto, come si esegue

Ma come si esegue la diagnosi preimpianto? La diagnosi si basasull’analisi genetica di cellule dell’embrione che si sviluppa in provetta, ma prima che l’embrione stesso sia trasferito nell’utero della futura mamma.

Nei centri specializzati questo esame genetico viene effettuato direttamente sulle cellule prelevate intorno al quinto o sesto giorno di coltura in vitro, quando l’embrione è allo stadio di blastocisti. È fondamentale che la biopsia dell’embrione sia effettuata proprio in questo stadio di sviluppo perché ciò garantisce che lo sviluppo embrionale non siaeventualmente danneggiato dalla procedura e anche perché questo è il momento in cui è possibile prelevare un quantitativo maggiore di cellule rendendo più affidabile l’analisi stessa. Tutte le cellule vengono prelevate tramite un apposito sistema laser che pratica un foro sulla membrana esterna dell’embrione attraverso cui si verifica la fuoriuscita del materiale embrionale che viene rimosso e inserito in piccole provette che vengono inviate inlaboratorio di biologia molecolare che effettuerà l’analisi vera e propria. A quel punto la blastocisti biopsiata viene congelata in attesa dell’esito dell’esame. La diagnosi genetica preimpianto è consigliata a tutte le coppie portatrici di una malattia genetica ad alto rischio di trasmissibilità alla prole, a tutti coloro che sono portatori di anomalie di numero o forma dei cromosomi che aumentano anche le probabilità di aborto, ma anche alle coppie in cui la donna abbiaetàuguale o superiore a 38 anni. Si tratta di una diagnosi consigliata anche per le coppie che abbiano riscontrato diversi fallimenti di impianto (un fallimento in tre o più cicli di trattamento FIVET/ICSI) o in cui si sia riscontrata abortività ricorrente (tre o più aborti spontanei).

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