Protesta dei lavoratori dello spettacolo, centinaia di manifestanti in tutta Italia

pubblicato il 23/02/2021 in Attualità da Emanuele Gulino
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Emanuele Gulino

I lavoratori dello spettacolo manifestano in molte piazze d'Italia, vogliono la riapertura di cinema e teatri, a suon di Canto degli Italiani. A Genova, una delegazione è stata ricevuta in prefettura. Katiuscia Medina, famosa artista del Circo Medina, è furiosa e dichiara: "E' la seconda volta che manifestiamo e non abbiamo ottenuto nulla. Non ce ne sarà una terza: la prossima occuperemo l'autostrada con i nostri camion". Queste parole dette alla manifestazione del mondo dello spettacolo davanti alla Regione Piemonte, nel centro di Torino. "La gente, chiusa in casa da un anno, vuole tornare al circo e nei teatri, adesso basta. Se la Regione e il governo non ci ascoltano, dovremo fare loro capire che così non si può proseguire", conclude provocatoria. Proteste anche a Napoli, dove alcuni artisti hanno occupato via Cristoforo Colombo davanti al Molo Beverello, dirmpetto al teatro Mercadante dove si stava svolgendo la manifestazione del settore a un anno dalla chiusura dei teatri. I lavoratori dello spettacolo hanno parzialmente ostruito il traffico proveniente da via Acton e hanno esposto un cartellone con su scritto: "Il lavoro non è un favore". Qualcuno ha acceso dei fumogeni rossi. I lavoratori dello spettacolo non hanno fatto mancare la loro presenza anche a Firenze denunciando l'esasperazione del settore, a causa della perenne chiusura, e hanno chiesto la riapertura immediata. "Contemporaneamente all'azione di sostegno e al rafforzamento delle tutele - affermano i sindacati - crediamo sia esigenza non più rinviabile quella di organizzare le modalità di riapertura delle sale". Secondo la cgl fiorentina: "la pandemia ha messo drammaticamente a nudo i limiti del sistema che ordina l'offerta e la fruizione dello spettacolo dal vivo. Non è più rinviabile una riforma organica del settore, anche cogliendo l'occasione offerta dal Next generation, che preveda, oltre ad ammortizzatori sociali adeguati, il giusto riconoscimento per le competenze e un ripensamento del sistema previdenziale, un potenziamento degli investimenti strutturali sulle professionalità, sulla formazione, sui luoghi e le modalità dell'offerta culturale che, senza essere snaturata, colga le adeguate opportunità delle nuove tecnologie". Anche in Umbria, vista la zona rossa, i manifestanti si sono riuniti online e Enrico Bruschi, segretario generale Slc Cgil Umbria, dice: "C'è necessità di riaprire i luoghi della cultura e di sostenere con delle risorse il settore". (Foto Ansa)

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