Partecipa a Notizie Nazionali

Sei già registrato? Accedi

Password dimenticata? Recuperala

L’influenza delle serie tv nella vita di tutti i giorni

Condividi su:

Quante serie tv, nel corso degli ultimi mesi, avete visto e ammirato? L’esplosione della pandemia, le conseguenti decisioni di bloccare tutto con i lockdown che ben, purtroppo, abbiamo imparato a conoscere, hanno radicalmente cambiato, in maniera forzata questa volta, le nostre abitudini circa le modalità con cui si spende il proprio tempo libero.

E cosa dire del libro da cui è stato ripresa la serie tv? Il titolo “La regina degli scacchi” è diventato un best seller ben 37 anni in seguito al debutto in commercio. Impressionante, vero? Eppure, come ben sottolineato dal casinò online di Betway, non si tratta di sicuro dell’unico esempio che mette in evidenza come i prodotti audiovisivi abbiano tutto quello che serve per condizionare tanti comportamenti nell’attuale società.

Le ricerche del gioco degli scacchi su Google volano grazie a “La regina degli scacchi”

Sul blog L’insider si può ammirare una serie di infografiche che spiegano alla perfezione il momento d’oro che stanno vivendo le serie tv, ma anche le modalità con cui riescono a condizionare la società in cui viviamo, senza nemmeno accorgersene.

Ne “La regina degli scacchi” è diventata famosa l’interpretazione, fatta da Anya Taylor-Jor, di Beth Harmon, ovvero una ragazza che ha rappresentato un vero e proprio prodigio del gioco degli scacchi nel corso degli anni Cinquanta, che ha osato sfidare gli invincibili russi nel campionato mondiale.

Una serie tv che ha contribuito anche a ribaltare l’idea che il gioco degli scacchi sia uno sport legato solamente a un certo tipo di ceto sociale e a soli intellettuali. Invece, questa disciplina viene fatta diventare come qualcosa molto più pop e affascinante, ma anche coinvolgente.

I numeri che sono stati fatti registrare da parte di “La regina degli scacchi” sono a dir poco impressionanti. Basti pensare che, nel giro dei primi 28 giorni dopo il suo debutto, è diventata la miniserie più vista in tutta la storia della piattaforma Netflix. Oltre alla riproduzione in qualcosa come 62 milioni di domicili a livello planetario e a fare il boom di ascolti, ha cominciato a condizionare notevolmente anche le ricerche degli utenti su Google.

Volete qualche esempio? Nel giro di pochissimo tempo, le ricerche sul motore di ricerca su Google del termine “scacchi” ha fatto un balzo in avanti dell’88%.  Non solo, dal momento che tante altre stringhe legate al mondo degli scacchi, come ad esempio “mossa di scacchi”, mossa “siciliana”, “regina degli scacchi”, hanno fatto registrare un aumento incredibile nelle ricerche su Google. E cosa dire del libro da cui è stata presa ispirazione per la realizzazione di questa miniserie, che dopo 37 anni da quando venne lanciato in commercio, ha finalmente raggiunto la categoria dei best seller.

Il boom dei “bucket hat” con Emily a Parigi

Una serie tv leggera e scanzonata, che potrebbe anche essere valutata con un tono decisamente banale. Stiamo parlando di “Emily a Parigi”, che in realtà sarebbe meglio analizzare molto più in profondità. Se pensate gli episodi così “leggeri” siano fini a sé stessi, vi sbagliate di grosso.

Tra look, stili, foto, i luoghi più tradizionali di Parigi, gli elementi sempre validi della commedia romantica. Una serie che è stata in grado di fare tendenza: al sesto posto tra le serie più ricercate su Google, “Emily a Parigi” riesce a incidere anche dal punto di vista della moda, suo tema centrale e preponderante tra l’altro. La borsa “Nicola” è sempre più ricercata, com’è successo anche alla borsa Aldo “Handful”, per non parlare di quanto è successo con “bucket hat”, che ha fatto registrare un clamoroso +342% nelle ricerche su Google.

Condividi su:

Seguici su Facebook