Brindisi, 80 pazienti Covid ricoverati all'ospedale Perrino: cresce pressione su strutture sanitarie

Lo comunica la Asl locale nel consueto bollettino giornaliero, al nosocomio di Ostuni sono 13 i pazienti ricoverati a causa del coronavirus e 12 nel Post Covid di Mesagne.

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 14/11/2020 in Attualità da Federico Sanapo
Condividi su:
Federico Sanapo

La Asl di Brindisi ha comunicato il consueto bollettino giornaliero circa i ricoveri per Covid-19 all'interno degli ospedali della provincia. Per adesso la struttura più satura è l'ospedale Antonio Perrino, centro Covid di riferimento dell'intera provincia. Il nosocomio ha 80 pazienti ricoverati a causa del coronavirus: di questi 19 si trovano nel reparto di Malattie Infettive, 21 in Pneumologia, 30 in Medicina Interna e 10 in Rianimazione. All'ospedale di Ostuni, di recente divenuto anch'esso centro Covid, si trovano ricoverati 12 pazienti: 6 di loro in Medicina Interna e altri 6 in Pneumologia. Al centro Post Covid di Mesagne sono 12 i pazienti attualmente ricoverati. 

NOTA DELL'EPIDEMIOLOGO PASQUALE PEDOTE

“I dati dell’attività di sorveglianza sanitaria sono in continua evoluzione. Complessivamente, nel periodo di riferimento, sono stati eseguiti 65.060 tamponi, in media 1,44 tamponi per soggetto sottoposto a test, ossia l’11,1% dei tamponi effettuati in Puglia. In linea con l’evoluzione del quadro epidemiologico – si osserva un trend in aumento nel numero di tamponi eseguiti e della proporzione di tamponi positivi, con i valori massimi raggiunti nelle ultime settimane”.

Tra il 24 febbraio e l’8 novembre sono 1.983 i casi confermati: nella fascia di età 0-9 anni sono 97 i positivi; 162 in quella 10-19 anni; 242 nella fascia 20-29 anni; 247 nel range 30-39; 312 in quello 40-49 anni; 346 tra i 50 e 59 anni; 244 tra i 60 e 69 anni; 170 tra i 70 e 79 anni; 126 tra gli 80 e gli 89 anni, 37 nella fascia di persone con età pari o superiore a 90 anni. Sono 74 i decessi totali: 58 casi tra le persone che hanno più di 70 anni; 9 tra i 60 e 69 anni, 6 casi tra i 50 e i 59 e 1 nella fascia 30-39.

La maggior proporzione di casi positivi è di sesso femminile (1.021 casi, pari al 51,5%) e l’età mediana è di 47 anni; in linea con le osservazioni a livello regionale e nazionale si osserva da settimane un trend in aumento dell’età mediana con il procedere del tempo. Inoltre per il 16,1% dei soggetti risultati positivi, 320 casi, è riportata in anamnesi almeno una patologia cronica, ma questo dato potrebbe essere sottostimato.

Quasi la metà dei casi è riconducibile a un contatto stretto con caso accertato; mentre per 86 soggetti (4,3%) il fattore di rischio non è definito.

"I fattori di rischio individuati, per settimana di pandemia  risultano spesso sovrapponibili alle strategie poste in essere. Infatti, si evidenzia fino al mese di maggio una maggiore proporzione di ‘contatto con persona contagiata’, dal mese di maggio a luglio prevale quale fattore di rischio lo screening, in linea con le azioni promosse dalla Regione. Infine, dal mese di luglio compaiono i rientri da aree a rischio. Nelle ultime settimane diventano prevalenti i casi sospetti di cui risulta complesso ricostruire la catena di contagio”.

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password