Fernando Spina, ISPRA: "forse siamo stati noi a tenere gli animali in lockdown per decenni”

pubblicato il 23/04/2020 in Attualità da Marica Marietti
Condividi su:
Marica Marietti

In queste settimane di quarantena, si vedono ovunque scene di animali che si riappropriano di spazi urbani. Cervi nei centri abitati, delfini nei porti e così via.

Leggi anche "La Terra torna agli animali. La vera natura si riprende il pianeta"

A tal proposito, Ferdinando Spina, dirigente di ricerca dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) è intervenuto ai microfoni di RaiNews24. “La comparsa degli animali attorno a noi in modo così evidente ci dovrebbe far riflettere al fatto che forse siamo stati noi a tenere gli animali in lockdown per decenni. Abbiamo colonizzato il pianeta in una maniera molto invasiva con rumore, confusione, distruzione e deframmentazione dell’ambiente, deforestazione, uccisione e commercio degli animali selvatici. Adesso che noi ci siamo ritratti nelle nostre abitazioni, gli animali hanno modo di mostrarci quello che vorrebbero fare se noi li lasciassimo in grado di poterlo fare e quindi si avvicinano a noi molto più di quanto potessimo immaginare”.

Secondo Spina la riduzione del disturbo causato dal traffico, dai rumori e dalla nostra presenza, riavvicina gli animali selvatici poiché il pianeta Terra non è solo nostro. “Dobbiamo riflettere sul fatto che il Pianeta è anche casa degli animali, dovremmo avere maggior consapevolezza e rispetto di questo. Questi sono i messaggi che gli animali, con la loro presenza ci stanno dando in questi giorni e spero che noi non lo dimenticheremo”. Prosegue e conclude così lo studioso “dobbiamo ripensare al nostro rapporto con la natura nel senso di comprendere che il Pianeta non è tutto nostro e ci sono ambiti di rispetto che noi dobbiamo alla natura sia perché merita rispetto da parte nostra in quanto tale sia perché questa è la cosa migliore per noi. Non dobbiamo dimenticare che se noi non avessimo distrutto gli equilibri che la natura ha reso possibili in milioni di anni, avessimo lasciato questi virus nelle foreste, dove vivevano in animali selvatici adattati a conviverci, noi non ci troveremo in questa situazione.”

L’augurio è quello che in futuro non si torni alla vecchia normalità, ma che si parta da questa esperienza per poter migliorare la nostra vita e quella degli abitanti di tutta la Terra.

 

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password