Coronavirus, l'informativa dei servizi segreti al Governo: "Pericolo ribellioni e sommosse al sud"

3,7 milioni i lavoratori in nero, l'80% nel Mezzogiorno d'Italia. Scatta l'allarme "Criminalità organizzata fattore rischio disordini"

pubblicato il 29/03/2020 in Attualità da Davide Zedda
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Davide Zedda

Non solo l’emergenza Coronavirus e la conseguente gravissima crisi economica da affrontare nell’immediato. Sul tavolo di Palazzo Chigi è stato depositato un allarmante dossier, ora al vaglio di Conte dei suoi collaboratori, nel quale i servizi segreti (e più ingenerale l’intelligence), fanno notare all’esecutivo la possibilità di rivolte e sommosse specie nel sud Italia qualora lo stato di restrizione delle libertà personali dovesse persistere anche nelle prossime settimane. Il lookdown è un problema per mafie e malavita, costrette dalla situazione contingente a stare a casa e non “fatturare”. A darne per primo la notizia è “Il Mattino”, che mette in guardia il Governo dal “Potenziale pericolo di rivolte e ribellioni, spontanee o organizzate, soprattutto nel Mezzogiorno d’Italia dove l’economia sommersa e la capillare presenza della criminalità organizzata sono due dei principali fattori di rischio”.

Alla base dell’informativa ci sono le informazione che le forze di polizia raccolgono direttamente sul territorio, dove al momento gli episodi di rivolta sono stati sporadici e portati avanti sa singoli. Tuttavia il livello di guardia sale, l’attenzione pure. Stando ai dati Istat, l’80% dei lavoratori in nero (circa 3,7 milioni di persone oggi disoccupate) vivono nel meridione.

La domanda che gli analisti si pongono è per quanto tempo queste persone potranno andare avanti senza manifestare disagio e ribellione, dunque disordini, non più dei singoli ma di gruppo. L’allerta – come detto - sale, anche per via del fatto che la criminalità organizzata potrebbe incanalare il disagio generale per incanalarlo in pericolose azioni collettive.  

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