In Italia manca l'anagrafe dell'edilizia scolastica

Lo conferma uno studio condotto da Legambiente

pubblicato il 20/01/2014 in Attualità da Angela Menna
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Angela Menna

Secondo l'ultimo rapporto stilato da Legambiente, è emerso che la condizione degli edifici scolastici italiani, non fa altro che peggiorare. Quanto di preciso sia grave la situazione, però, è difficile dirlo. Manca, infatti, l’anagrafe dell’edilizia scolastica: un censimento completo di tutti gli istituti, con descrizione della struttura e del suo stato, cubature e certificazioni. Uno strumento previsto per legge: la cosiddetta legge Masini (n. 23/96) lo ha istituito nel 1996. Ma l’anagrafe non è mai stata pubblicata e tuttora persiste più di una difficoltà al suo completamento. Nel 2008, l'ex ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, aveva provato a rilanciarla, istituendo una task force, per effettuare dei sopralluoghi e verificare la vulnerabilità degli elementi degli edifici. Gruppi di lavoro di cui si sono perse le tracce. Nel settembre del 2012, l’ex ministro Francesco Profumo, ha pubblicato i primi risultati del censimento: ma si tratta per lo più di macrodati, che non entrano nel dettaglio.
Un’anagrafe completa è necessaria. Gli edifici scolastici italiani sono circa 40mila. Il 62% è stato costruito prima del 1974, anno dell’entrata in vigore delle norme antisismiche. Solo il 17,7%, secondo i dati del Miur, è in possesso del certificato di prevenzione incendi. Inoltre, appena una scuola su due è dotata di una scala esterna antincendio. Nemmeno l'impianto elettrico, per il 40% delle scuole, è a norma di legge. 

Si tratta, dunque di dati allarmanti. Tuttavia, in base a ricerche effettuate dal ministero, non sempre la mancanza di un certificato corrisponde ad una reale pericolosità della struttura: ci sono edifici perfettamente a norma, ma fatiscenti o viceversa. Per questo un censimento dettagliato rappresenterebbe una svolta. «Se l’anagrafe venisse completata e pubblicata - spiega Vanessa Pallucchi, responsabile scuola di Legambiente - , i genitori conoscerebbero lo stato delle scuole, dove mandano a studiare i propri figli.  Con una lista delle emergenze, gli interventi potrebbero essere più mirati, oltre che sollecitati dall’opinione pubblica». «Ma, - aggiunge Legambiente - forse è proprio questo che frena il ministero: probabilmente hanno paura a pubblicare un resoconto che certifichi lo stato disastroso delle scuole italiane».
«Innanzitutto cominciamo a metterci un po’ di soldi», ha affermato il sottosegretario Gianluca Galletti, secondo cui ci sarà un piano di investimenti da 1,2 miliardi complessivi, tra cui i 450 milioni di euro previsti dal decreto del Fare, fino al 2016. «Gli elenchi di priorità li abbiamo comunque, a prescindere dall’anagrafe: sappiamo dove è più urgente intervenire e metteremo gli enti locali nelle condizioni di farlo».

Solo più tardi si riattiverà il percorso per la realizzazione dell’anagrafe. Del resto, vista anche la necessità di riorganizzare e aggiornare le informazioni già in possesso, oltre a raccoglierne di nuove, il ministero punta ad attuare un Osservatorio ad hoc. Non si tratta di una vera novità, poichè lo prevedeva anche la già citata legge Masini. Un organo collegiale con tecnici di tutti i soggetti coinvolti, per stilare dei criteri di raccolta dei dati e di stesura del rapporto, e monitorare costantemente i lavori, sarebbe davvero importante. Anche su questo fronte, però, ci sono problemi. Il progetto dell’Osservatorio doveva essere presentato in Conferenza unificata, già prima di Natale: è saltato per la protesta dell’Anci contro la legge di stabilità. «Fino a quando non parte l’Osservatorio, - commenta il Miur - , è impossibile fissare delle scadenze, anche solo orientative». Intanto, l’anagrafe dell’edilizia scolastica continua ad aspettare: un'attesa lunga quasi 20 anni.

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