Il riferimento giuridico per la progettazione della sicurezza è la Direttiva Europea 2004/54/CE, promulgata dal Parlamento Europeo

pubblicato il 30/09/2019 in Attualità
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Il riferimento giuridico per la progettazione della sicurezza è la Direttiva Europea 2004/54/CE, promulgata dal Parlamento Europeo relativa ai Requisiti Minimi di Sicurezza per le Gallerie Stradali della Rete Transeuropea. La Direttiva Europea 54/2004/CE recepita in Italia con il D.Lgs n 264/2006, individua gli obiettivi di sicurezza da perseguire, identifica un insieme di parametri di sicurezza da considerare, fissa gruppi di requisiti minimi di sicurezza da soddisfare, suggerisce un approccio sistemico nella formulazione e comparativo nei contenuti per la progettazione della sicurezza nelle gallerie di nuova costruzione, indica l’analisi di rischio come lo strumento analitico da utilizzare per determinare il livello di sicurezza di una galleria, fissando le condizioni di applicazione e dettagliando gli obiettivi da perseguire.

La scelta del livello di analisi di rischio da adottare per perseguire gli obiettivi di sicurezza fissati ovvero la scelta del modello di rischio da formulare e risolvere, è demandata ai singoli stati membri ed è auspicato si possa pervenire all’identificazione di un livello di analisi di rischio unico e condiviso in contesto europeo.

I metodi di valutazione del rischio sono classificati in metodi probabilistici, metodi di progettazione basati sullo stato dell’arte, analisi delle conseguenze basate sullo scenario peggiore. I criteri di accettazione del rischio sono definiti come criteri basati sul rischio quantitativi e probabilistici, criteri basati sulle conseguenze qualitativi e deterministici. La quantificazione del rischio è ottenuta attraverso l’introduzione di specifiche misure di rischio, classificate in misure di rischio individuale e misure di rischio sociale e rappresentate in forma analitica e grafica, mentre la valutazione del rischio è effettuata attraverso l’introduzione di specifici livelli di soglia definiti in accordo a prefissati criteri e dottrine di accettazione del rischio. Lavori di sintesi sui modelli di analisi di rischio sviluppati ed adottati nei diversi paesi europei, contenenti indicazioni sul livello di obiettività proprio a ciascuno di essi, sono reperibili nella letteratura di settore alla quale si rimanda il lettore interessato. La Direttiva Europea non definisce una metodologia di analisi di rischio e rimanda alla Commissione Europea il compito di individuare la migliore pratica. Questo per due ordini di motivi:

  • che il numero di gallerie presenti nei diversi Paesi è molto diverso, pertanto le problematiche di approfondimento o meglio, di affinamento dei progetti sono in alcuni casi non paragonabili. Quindi è difficile uniformare una metodologia di analisi che sarà molto rigorosa per tutti quei paesi che hanno un vasta dotazione di gallerie e sentono il bisogno di ottimizzare al massimo gli interventi per la sicurezza, mentre può essere anche meno rigorosa se le scelte progettuali possono orientarsi sull’esuberanze di sistemi;
  • che le metodologie più diffuse al momento dell’uscita della Direttiva Europea, ed usata in alcuni paesi, sono metodologie di valutazione del rischio principalmente riferite alle merci pericolose, QRAM (Transport of Dangerous Goodsthrough Road Tunnels Quantitative RiskAssessmentModel) che però non possono essere considerate delle vere e proprie analisi di rischio in quanto affette da approssimazioni e influenzate da valutazioni soggettive che fanno perdere al metodo il rigore di una analisi, ripetibile in qualsiasi momento anche da soggetti diversi, con risultati analoghi.

Il nostro Paese, avendo una dotazione di gallerie stimata superiore al 64% di quella europea, ha sentito il bisogno di dotarsi di una “vera” metodologia di analisi di rischio, che superasse i limiti deterministici e prescrittivi delle metodiche sviluppate in Francia in ambito PIARC.

Per tale motivo il D.Lgs. n 264/2006 di attuazione della dalla Direttiva 54/2004/CE in materia di sicurezza per le gallerie della rete stradale trans europea definisce la metodologia da adottare per l’analisi di rischio delle gallerie italiane. L’ANAS con le presente linee guida vuole meglio dettagliare la metodologia definita a livello legislativo.

Il D.Lgs n 264/2006 infatti all’allegato 3 delinea la metodologia di analisi di rischio analitica e ben definita che intende adottare per rispondere a quanto richiesto dalla Direttiva 54/2004/CE limitandone anche il campo di applicazione, ed infatti al citato allegato 3 recita “la metodologia qui presentata si riferisce esclusivamente all'analisi degli eventi considerati critici nello specifico ambiente confinato delle gallerie vale a dire incendi, collisioni con incendio, sversamenti di sostanze infiammabili, rilasci di sostanze tossiche e nocive”. Eventi propri dell'incidentalità stradale, connessi a caratteristiche geometriche dell'infrastruttura e non indotti dallo specifico ambiente galleria, che non comportino per l'utenza rischi aggiuntivi rispetto ai rischi connessi alla circolazione stradale, sono da considerarsi e da fronteggiarsi per la prevenzione nell'ambito della regolamentazione del traffico e della progettazione stradale. Le vittime di questi ultimi incidenti vanno contabilizzate nell'ambito dell'incidentalità stradale.

Il metodo di progettazione della sicurezza nelle gallerie stradali, di seguito illustrato  combina, previo adattamento alle caratteristiche specifiche del sistema galleria, i principi e le tecniche della progettazione prestazionale, dell’analisi delle conseguenze, dell’approccio probabilistico all’analisi di rischio adottati in diversi Stati della Comunità Europea nella valutazione del rischio degli impianti di processo.

L’ItalianRisk Analysis Method, (IRAM), descritto nelle presenti Linee Guida, adotta l’Approccio Bayesiano Classico con Analisi delle Incertezze e trae presupposto da quanto noto nel campo della valutazione del rischio in materia di sicurezza e salute pubblica ed in particolare sono stati presi a riferimento i seguenti principi a carattere generale:

  • la sicurezza è materia di giudizio;
  • livelli di sicurezza verificabili non esistono e sono impossibili da fissare;
  • l’eliminazione del rischio non può essere richiesta, vale a dire, livelli di rischio nullo non possono essere prescritti;
  • un livello di sicurezza è il livello che può essere ragionevolmente previsto dia origine ad un rischio accettabile per la popolazione potenzialmente esposta nel contesto socio-economico caratteristico della nazione nella quale la struttura è realizzata;
  • un livello di sicurezza, essendo inferito dalle conoscenze scientifiche e basato sul giudizio degli esperti, risulta affetto da incertezze;
  • la fattibilità sia tecnica sia economica non costituisce una base sulla quale fissare un livello di sicurezza, vale a dire, la migliore tecnologia disponibile non è rilevante nel fissare un livello di sicurezza;
  • gli standard devono essere più stringenti dei livelli di sicurezza corrispondenti al rischio accettabile, per assicurare un margine rispetto alle incertezze che affliggono la definizione dei livelli di sicurezza.
  • Il Livello di Sicurezza Accettabile è il risultato di una scelta su base giuridica di un livello di rischio per la salute pubblica fissato da uno stato come accettabile nel contesto socio-economico caratteristico della nazione nella quale è realizzata l’infrastruttura.

Il Decreto Legislativo n 264/2006 sancisce che il livello di dettaglio da adottare nell'applicazione della metodologia di Analisi di Rischio ad un Sistema Galleria deve consentire la determinazione della Salvabilità della Popolazione Esposta al Flusso del Pericolo per Insiemi Scenari di Esodo derivanti da Scenari di Pericolo determinati dall’accadimento di specifici Eventi Pericolosi identificati come Eventi Critici per l’ambiente Galleria.

Il Livello di Analisi di Rischio adottato nell’IRAM, per ottemperare al regime normativo fissato dal Decreto Legislativo prevede la formulazione e la soluzione di un Modello di Rischio Bayesiano Classico con Analisi delle Incertezze Aleatorie ed Epistemiche associate ai Fenomeni ed ai Processi Pericolosi che si instaurano in un Sistema Galleria e consente la Determinazione del Livello di Rischio ad esso proprio in funzione delle Misure di Sicurezza Strutturali e delle Prestazioni dei Sistemi di Sicurezza che realizzano le Misure Impiantistiche.

La Determinazione del Livello di Rischio, in accordo al modello adottato, si ottiene come Convoluzione delle Funzioni di Distribuzione caratterizzanti le Probabilità di Accadimento degli Scenari di Pericolo e delle Funzioni di Distribuzione caratterizzanti le Conseguenze derivanti dalla realizzazione degli Scenari di Esodo.

Il Modello di Rischio (IRAM) di seguito illustrato nelle presenti linee guida utilizza tecniche note e codificate:

  • tecniche probabilistiche di identificazione e caratterizzazione degli eventi incidentali rilevanti pertinenti al sistema (funzioni di distribuzione, alberi degli eventi);
  • tecniche probabilistiche di rappresentazione degli scenari di pericolo possibili, condizionati nell’evoluzione dall’affidabilità e dall’efficienza dei sistemi di sicurezza che realizzano le misure di sicurezza protettive in condizioni di emergenza (alberi degli eventi);
  • tecniche di soluzione analitiche e numeriche dei modelli formulati per rappresentare il flusso del pericolo nella struttura, determinato dai fenomeni termici e fluidodinamici indotti da specifici eventi incidentali, al fine di caratterizzare l’ambiente interno alla struttura nel quale si realizza il processo di esodo degli utenti coinvolti e l’azione degli addetti al soccorso(modelli termo-fluidodinamici semplificati, modelli formulati e risolti adottando il metodo della Fluido Dinamica Computazionale);
  • tecniche statistiche di soluzione dei modelli di esodo degli utenti dalla struttura in condizioni di emergenza (tecniche Monte Carlo);
  • tecniche analitiche e grafiche di rappresentazione del rischio connesso ad una galleria stradale (curve cumulate complementari);

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