L’Italia sta diventando sempre più tecnologica e digitale. Nascono più start-up innovative e anche l’uso del web è in forte crescita. Tuttavia, lo sviluppo delle nuove tecnologie e di Internet non è così elevato, se lo si confronta con altre nazioni europee. Ma quali sono i risultati finora raggiunti dall’Italia e come si stanno rapportando le aziende per promuovere il digitale? In questo articolo saranno approfonditi questi argomenti.
Che cos’è la rivoluzione digitale?
La rivoluzione digitale è il passaggio dal cartaceo o dal manuale al digitale, iniziata durante la fine degli anni Cinquanta attraverso i computer e che è tutt’ora in corso nei nostri giorni. La rivoluzione digitale al giorno d’oggi è per lo più legata al mondo del web e dei relativi settori che stanno acquisendo un ruolo sempre più centrale nella società .
La rivoluzione digitale in Italia: qualche numero
La rivoluzione digitale si sta facendo pian piano strada in Italia. Ciò emerge già dal numero di persone che hanno un accesso ad Internet a banda larga da casa. Infatti, fra il 2017 ed il 2018 il numero è cresciuto da 70,2% a 73,7%. La banda larga è più diffusa nelle regioni del centro e del nord Italia rispetto al sud. Il divario fra nord e sud riguarda anche l’utilizzo dell’uso del web in generale (72,3% contro 62,2%). La percentuale più alta di utilizzatori di Internet è in Trentino-Alto Adige (75,1% a Bolzano e 73,4% a Trento). Seguono la Lombardia e il Friuli-Venezia Giulia. È la Calabria ad essere la regione dove ci sono meno persone che usano Internet (59,8%), anche se si registra una crescita pari a più del 5%.
La rivoluzione digitale e le aziende
In Italia c’è un divario fra grandi e piccole imprese nell’ambito della digitalizzazione. Mentre le grandi aziende e multinazionali hanno un elevato livello di digitalizzazione (pari a circa il 45 %), per le aziende con un numero di dipendenti inferiore (fra i 10 e 49) è solo del 12,2% delle imprese.
Se rapportata ad altre nazioni dell’Unione Europea, la rivoluzione digitale italiana è abbastanza timida e ancora non ha raggiunto risultati soddisfacenti. Infatti, il livello di digitalizzazione è del 44,24%. Il nord Europa ha i livelli più alti in quest’ambito: al primo posto c’è la Danimarca (71,8%), seguita dalla Svezia (70,5%) e dalla Finlandia (70,11%). L’Italia è quart’ultima. Un livello di digitalizzazione più basso è stato registrato solo in Bulgaria, Grecia e Romania. Nel suo insieme, la media dell’Unione Europea per la digitalizzazione è pari al 53,91%
Le aziende italiane restano indietro anche se si considera il possesso di siti web aziendali: nel 2016 la media dell’EU è del 77%, mentre le aziende italiane si fermano al 71%, dato che scende al 69 % per le piccole aziende e startup. La Finlandia e la Germania hanno dei risultati di gran lunga migliori, pari rispettivamente al 95% e all’89%.
Tuttavia, bisogna comunque considerare che l’Italia si sta impegnando sempre di più, specialmente nell’analisi di big data, nell’uso di stampanti 3D e nella robotica. In questi settori l’Italia riesce ad avere dei livelli di digitalizzazione persino più elevati rispetto alla media europea.
Un altro settore in crescita in Italia è l’e-commerce. Infatti, il fatturato annuale dell’e-commerce B2C in Italia è stato del 35,1 miliardi di euro nel 2017, con una crescita dell’11 % rispetto al 2016. In quest’ambito, inoltre, si registra un aumento delle piattaforme di intermediazione: più del 64 % delle imprese nel 2017 che ha venduto su Internet si è servito di una piattaforma online e il 50,2% delle imprese ha realizzato almeno la metà del fatturato tramite intermediari.
Il mondo del digitale, da quello che può evincere da questo articolo, è in continua evoluzione. Per essere sempre aggiornato sulle maggiori novità nel mondo del digitale in Italia puoi seguire il blog di Soldo, dove trovi maggiori informazioni sull’argomento.

