''Si rendono necessarie politiche appropriate che sostengano, favoriscano e consolidino la famiglia''. Papa Francesco lo sottolinea nel discorso rivolto agli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede, nel corso dell'udienza al Corpo diplomatico nella sala Regia del Palazzo Apostolico Vaticano.
''Purtroppo - osserva Jorge Mario Bergoglio - aumenta il numero delle famiglie divise e lacerate, non solo per la fragile coscienza del senso di appartenenza che contraddistingue il mondo attuale, ma anche per le condizioni difficili in cui molte di esse sono costrette a vivere, fino al punto di mancare degli stessi mezzi di sussistenza''.
Il Papa lamenta inoltre che ''capita che gli anziani siano considerati un peso, mentre i giovani non vedono davanti a sé prospettive certe per la loro vita. Al contrario - ricorda Francesco - anziani e giovani sono la speranza dell'umanità : è saggio non emarginare gli anziani dalla vita sociale ed è bene investire sui giovani con iniziative adeguate che li aiutino a trovare lavoro e a fondare un focolare domestico. Non bisogna spegnere il loro entusiasmo'', raccomanda il Papa.
Bergoglio invita inoltre l'Italia a "superare le difficoltà ritrovando un clima sociale costruttivo".
Poi, parlando della conferenza 'Ginevra2', convocata per il 22 gennaio, papa Francesco chiede la fine del conflitto in Siria: "Ora occorre una rinnovata volontà politica comune per porre fine al conflitto'' dice, auspicando che la conferenza "segni l'inizio del desiderato cammino di pacificazione''.
Rivolgendosi agli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede, il Papa ricorda la giornata di digiuno e di preghiera indetta su sua diretta iniziativa per la pace in Siria e in tutto il Medio Oriente e sottolinea che, accanto all'auspicato processo di pace, ''nello stesso tempo è imprescindibile il pieno rispetto del diritto umanitario: non si può accettare che venga colpita la popolazione civile inerme, soprattutto i bambini''.
Francesco incoraggia tutti i soggetti protagonisti a ''favorire e garantire in ogni modo possibile la necessaria e urgente assistenza di gran parte della popolazione'', ringraziando ''per l'encomiabile sforzo'' il Libano e la Giordania che ''con generosità hanno accolto nel proprio territorio i numerosi profughi siriani''.

