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Per giocare alle slot machine non basta la fortuna, ci vuole la testa

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Chiariamoci subito: quando si infila la monetina nella fessura dell’apparecchio e comincia la rullata, l’unica cosa a cui appellarsi è la mano della dea bendata, quindi da qual punto in poi la fortuna è tutto.

Ma non si era detto nel titolo che la fortuna non basta?

Certo, ma si è anche detto che ci vuole la testa, e per testa non si intende un insieme di formule eccezionali o lo sviluppo di poteri alla Dustin Hoffman in Rain Man capaci di prevedere il gioco della macchina, ma la semplice eppur complessa capacità di giocare con una metodica, una routine che ci metta sempre nella posizione tra il rischio calcolato e il guadagno.

E quindi non parleremo di come anticipare, decifrare o manipolare il meccanismo delle slot? No, ma cominceremo dallo spiegare perché niente di tutto ciò è plausibile.

Un operatore di gioco ci può truffare?

È piuttosto diffusa la voce che vorrebbe i giocatori truffati dagli operatori del gioco d’azzardo tramite la manipolazione di quei giochi come slot machine o poker, dove il banco si comporterebbe a seconda del livello delle nostre puntate.

Ad esempio, per alcuni avrebbe senso giocare subito forte a una slot in modo da essere considerato un giocatore “facoltoso”, essere invogliato al gioco da vincite istantanee che si trasformerebbero poi in sonore batoste.

Tutto ciò non ha senso per due motivi.

Il primo è che i gestori con regolare licenza vengono sorvegliati da ADM, Agenzia Dogane e Monopoli. Questi forniscono dei giochi che già gli garantiscono un guadagno costante, non avrebbero alcun interesse nel frodare i propri clienti e rischiare di perdere una licenza che assicura il funzionamento del loro business in modo legale.

Il secondo motivo è che non anche il gioco digitale come quello analogico risponde al concetto di aleatorietà. In un gioco come la slot la prossima rullata non dipende mai da quella precedente, le probabilità di vittoria sono sempre le stesse e non sono influenzate dalle sequenze precedenti (se è appena uscito il jackpot, nel prossimo turno esistono le medesime possibilità che esca ancora il jackpot rispetto al tiro precedente).

L’aleatorietà è quindi la non legge che rende totalmente imprevedibile il gioco. Nell’ambiente digitale questo stesso risultato è riprodotto dall’RNG (random number generator), un algoritmo matematico che rispetta questa stessa logica e lo fa in questo modo qui (link solo per veri esperti).

Vincite obbligatorie e come funzionano

Giocare davvero con la testa vuol dire anche fare tutte le possibili valutazioni prima di sedersi a giocare, questo è importante soprattutto nel caso delle slot machine. Apparentemente queste sono tutte uguali, ma in realtà c’è un fattore che andrebbe preso in considerazione: la percentuale RTP.

La sigla sta per ‘retourn to player’ e vuol dire letteralmente ritorno del giocatore.

In pratica si tratta di quanto debba restituire in vincite la slot rispetto ai soldi che vi sono stati giocati. Ma è solo un indice teorico.

Cioè, se una slot ha un RTP del 90% non vuol dire che giocando 100 euro ne restituirà 90.

Per utilizzare questo dato allo scopo di vincere dovremmo conoscere su quanti giri è basato. Pensiamo alle slot fisiche: ogni ciclo di gioco non può superare le 140 mila tornate. Quindi l’RTP di queste slot è basato su un ciclo di gioco che può andare da 0 a 140 mila, ci vorrebbero mesi per monitorare questo fattore.

Più semplicemente potremmo consultare l’indice RTP delle slot che preferiamo e andare a scegliere quella che paga di più, quasi tutti gli operatori di un certo livello dispongono di questo dato sul proprio sito.   

Giocare alle slot fisiche non conviene più

Va fatto un appunto sull’indice RTP in chiave attuale. Con la legge di bilancio 2019 il governo in carica ha deciso non solo di aumentare le tassazioni trasversalmente a tutto il settore del gioco, ma ha anche modificato gli RTP sulle slot della rete fisica: 68% per le AWP, 84% per le VLT.

Le AWP e le VLT sono tipi di slot del tutto simili ma le prime montano una scheda di gioco indipendente e le seconde hanno una scheda connessa a un server centrale.

Le AWP saranno tutte dismesse entro il 2021, ergo già oggi è in atto una politica di disincentivo al gioco con questi apparecchi, che nei fatti pagano 1/3 in meno rispetto alle slot digitali che hanno un valore RTP intorno al 90%.

Metodo: non sprecare tempo e denaro

A questo punto siamo sereni sul fatto che il gioco è pulito e trasparente, che non possiamo inventarci nessuna tattica strabiliante, che abbiamo scelto la slot che in teoria paga di più.

Ora che fare? Giocare!

Sì, ma con metodo. La prima cosa da fare è fare una valutazione sincera del proprio budget, un giocatore con la testa rischia ma non scommette ciò che non può. Va fatta una valutazione su base settimanale, e poi bisogna tener conto di tutte le entrate e le uscite.

Il tempo è una risorsa preziosa, non dobbiamo abusarne. L’unità minima della nostra conta è la sessione di gioco, in pratica bisogna decidere da quando ci sediamo a quando ci alziamo quanto tempo deve passare. Lo si decide prima, non durante. Quindi teniamo conto anche delle nostre sessioni di gioco.

Ovviamente con il tempo questi parametri possono essere riconsiderati, l’unica cosa che per principio non si deve mai fare è sforare.

In tal senso ci vengono incontro gli operatori del gambling online che chiedono in partenza quale sia il massimale di ricarica settimanale da voler rispettare, mettono a disposizione test auto-valutativi sul proprio livello di dipendenza dal gioco e, in casi estremi, la possibilità di auto-sospendersi.

In Italia c’è un operatore che mette a disposizione tutto questo, mostra gli indici RTP, ha una library di slot e giochi da casinò sconfinata e 30 anni di esperienza sul campo. Cominciare con una scelta del genere è già un buon modo di usare la testa. 

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